Strada dedicata a Ester tra lacrime e tanti ricordi

ROSETO. Dolore, lacrime e memoria. Il ricordo per una donna e professionista stimata, vittima come tante donne purtroppo di un’atrocità. Sono le emozioni che ieri pomeriggio hanno accomunato...
ROSETO. Dolore, lacrime e memoria. Il ricordo per una donna e professionista stimata, vittima come tante donne purtroppo di un’atrocità. Sono le emozioni che ieri pomeriggio hanno accomunato tantissimi cittadini e amici, oltre a rappresentanti di istituzioni e associazioni nella cerimonia per l’intitolazione di una via ad Ester Pasqualoni, dottoressa uccisa da uno stalker sei anni fa nel parcheggio dell’ospedale di Sant’Omero mentre usciva dal lavoro. La strada a lei dedicata porta verso piazza della Repubblica e il municipio dove c’è la panchina rossa dell’artista Francesco Perilli anch’essa omaggio all’oncologa. «Bisogna capire prima dove c’è una criticità», ha evidenziato il fratello di Ester, Mariano Pasqualoni, «e aiutare quelle donne in difficoltà costrette ad accettare soprusi. Si abbia la sensibilità di poter prevenire laddove possibile». Una comunità intera si è stretta in un abbraccio simbolico a lui e alla famiglia di Ester con un’ennesima dimostrazione di vicinanza e sensibilità nei confronti della vittima della tragedia che si è consumata in quel terribile 21 giugno di sei anni fa. È la memoria, che prende forma in quel gesto di affetto della comunità, a tenere vivo il ricordo di Ester.
Alla cerimonia erano presenti anche il sindaco Mario Nugnes, il suo predecessore Sabatino Di Girolamo, il presidente del consiglio Gabriella Recchiuti, la consigliera con delega alle pari opportunità Toriella Iezzi, il direttore generale della Asl Maurizio Di Giosia, il capo di gabinetto della prefettura Luana Strippoli, le commissioni pari opportunità locali e Anna Di Donatantonio coordinatrice della rete di associazioni “Ester sono Io”. «Ringrazio Roseto che ha sempre dimostrato un affetto incredibile per Ester», ha detto Di Donatantonio, «lei era una persona speciale, ha lasciato un segno grandissimo. Questa è una memoria non di un fatto di sangue, ma delle cose belle. La memoria sarà conservata sempre, questa è la via più bella di Roseto». Prima dello svelamento della targa, esibizione del violinista Benedetto Libbi e della ballerina Ilaria Centola.
Enrico Cipolletti

