Strada dei Parchi ripropone la terza galleria, Lolli dice no

TERAMO. Strada dei Parchi l’aveva già proposto a giugno, ricevendo il secco no della Regione. E adesso, a distanza di mesi, ci ha riprovato, mettendo sul tavolo, tra le diverse opzioni in campo per...
TERAMO. Strada dei Parchi l’aveva già proposto a giugno, ricevendo il secco no della Regione. E adesso, a distanza di mesi, ci ha riprovato, mettendo sul tavolo, tra le diverse opzioni in campo per risolvere la questione dell’acquifero del Gran Sasso, la realizzazione della terza galleria, «dedicata alle opere acquedottistiche». È quanto emerge dal verbale della riunione del tavolo istituzionale per l’emergenza Gran Sasso dello scorso 21 dicembre, convocata per discutere una bozza di delibera proposta dalla Regione in cui sono elencati gli interventi necessari per la messa in sicurezza. Secondo il verbale della riunione Strada dei Parchi ha presentato diverse opzioni di intervento, sostenendo quella che prevede lo scavo di una terzo tunnel. Soluzione che, secondo il rappresentante della società, sarebbe l'opzione privilegiata anche dal Ministero per le infrastrutture ma che, tramite il presidente vicario Giovanni Lolli, ha ricevuto di nuovo lo stop della Regione. Secondo l’opzione preferita da quest’ultima, che non prevede ulteriori scavi ma il rifacimento della rete esistente, per la messa in sicurezza dell'acquifero servirebbero 172 milioni di euro, così suddivisi: 14,6 per lavori nei laboratori di fisica nucleare, 104,3 per gli interventi nelle gallerie autostradali esistenti e 53 per il sistema acquedottistico. Si tratta di interventi di impermeabilizzazione delle pareti e dei pavimenti, ammodernamento dei drenaggi e degli scarichi, nuove condotte e potabilizzatori. La Regione, inoltre, nella bozza di delibera assegnerebbe tre mesi all'Infn per presentare un progetto di allontanamento delle 1.292 tonnellate di trimetilbenzene dell'esperimento borexino e delle 1.000 tonnellate di acquaragia dell'esperimento Lvd, operazioni che dovrebbero concludersi entro il 31 dicembre 2019. Un aspetto sul quale il rappresentante dell'Infn ha chiesto di spostare questa scadenza di un anno. «Il Mit deve subito chiarire se la posizione è veramente quella rappresentata al tavolo da Strada dei Parchi», ha tuonato Augusto De Sanctis del Forum H2O, mentre Massimo Fraticelli, dell’osservatorio sull’acqua del Gran Sasso, ha sottolineato come «la società stia spostando la discussione perché non ha intenzione di entrare nel merito dei lavori».

