Strada panoramica del Gran Sasso, è scontro tra comitati

4 Gennaio 2022

TERAMO. Il Comitato promotore della strada panoramica del Gran Sasso risponde in una nota al neonato comitato “No strada panoramica, Sì sviluppo sostenibile”, costituitosi per osteggiare il progetto...

TERAMO. Il Comitato promotore della strada panoramica del Gran Sasso risponde in una nota al neonato comitato “No strada panoramica, Sì sviluppo sostenibile”, costituitosi per osteggiare il progetto – promosso dalla Provincia – di una strada che dal casello A24 di Colledara, sfruttando percorsi esistenti, arriverebbe a Pietracamela.
Il comitato per il sì, formato solo da abitanti dei paesi interessati al progetto, chiarisce innanzitutto di essere «nato soprattutto allo scopo di incontrare le persone che non condividono il nostro punto di vista relativamente a questo intervento, per aprire con loro, e con tutti, un dialogo costruttivo, così come avvenuto nella prima riunione del 27 novembre nella sede della Comunità montana di Tossicia. A quell’incontro parteciparono anche i protagonisti del comitato per il no, ai quali avevamo già esposto che avremmo organizzato tanti altri incontri per arrivare ad una soluzione condivisa. Pertanto consideriamo la fondazione di questo nuovo comitato come una sovrapposizione che potrebbe contribuire ad alimentare la già esistente confusione».
Secondo i favorevoli alla strada questa «non porterà affatto solo “terrapieni, sbancamenti, asfalto e gallerie in zone oggi naturali, stravolgendo il patrimonio culturale, naturale e storico ed eliminando le possibilità di sviluppare economicamente e socialmente in modo sostenibile questo territorio” come si dice, ma il percorso prevede di riunire tratti di strada già esistenti da anni e mai collegati tra loro, senza stravolgere alcunché e senza alcuna galleria. Il percorso semplicemente restituisce ai borghi i collegamenti storici, le ordinarie vie di comunicazione e di scambi esistenti da secoli e che solo il progresso degli anni ‘60-’70 ha sconvolto, stravolgendo completamente la vita sociale dei singoli paesi e condannandoli all’isolamento. Il recupero dei “vecchi sentieri”, a cui fa riferimento il comitato per il no, non è in contrapposizione con il progetto della panoramica, ma anzi da questo ne guadagnerebbe in maniera indiscutibile. Insomma la sentieristica e tutte le attività escursionistiche ad essa connesse verrebbero semplicemente potenziate dal percorso stradale: strada e sentieristica avrebbero un ruolo sinergico e non certo antitetico».
Per il comitato «in definitiva questa soluzione viaria: collegherebbe paesi attualmente isolati, congiungerebbe due grandi snodi turistici come San Gabriele e Prati di Tivo, costituirebbe una soluzione alternativa di sicurezza qualora uno dei paesi rimanesse isolato per un possibile dissesto idrogeologico, migliorerebbe esponenzialmente la vita sociale e culturale del territorio», e non farla «decreterebbe semplicemente la fine di questi paesi».