Strade, bilancio negativo: 23 vittime, sei più del 2021

Il minimo storico del 2020 (14 morti) è stato un dato illusorio, falsato dal Covid Gli investimenti di pedoni e ciclisti restano una piaga: l’anno scorso sette casi
TERAMO. Adesso si può dire con certezza: il minimo storico delle vittime di incidenti stradali in provincia di Teramo, ovvero le 14 del 2020, era un dato illusorio, falsato dal lockdown totale di primavera e dalle restrizioni alla circolazione in vigore nei mesi successivi. L’anno della progressiva uscita dall’emergenza Covid, il 2021, si è chiuso con 17 morti. E l’anno del ritorno alla normalità, quello da poco concluso, ha visto un’impennata preoccupante: 23 vittime, sei delle quali nel “dicembre nero” che ci siamo appena lasciati alle spalle. E va anche rilevato come i 23 incidenti mortali dell’anno siano avvenuti nell’arco di nove mesi, visto che il primo risale al 25 marzo e l’ultimo al 23 dicembre.
I 23 incidenti mortali del 2022 rappresentano il dato peggiore degli ultimi sette anni (per trovarne di più bisogna tornare alle 28 vittime del 2015) e il secondo peggiore dell’ultimo decennio (dal 2013 in poi). Non è, necessariamente, il segno che gli incidenti mortali in provincia sono destinati ad aumentare nei prossimi anni: la redazione teramana del Centro, che monitora le vittime della strada dalla fine degli anni Novanta, ha constatato nel tempo che c’è stato un netto calo di morti subito dopo il 2003, anno dell’entrata in vigore della patente a punti, e che questo calo poi è proseguito, ma con delle vistose oscillazioni. Ad esempio nel 2006 ci furono 46 vittime contro le 36 dell’anno precedente, nel 2009 34 contro le 25 del 2008, nel 2015 addirittura si arrivò al raddoppio rispetto all’anno precedente (28 contro 14). Insomma, si può senz’altro dire che rispetto ai primi anni Duemila – quando i morti nel Teramano superavano quota 60 – c’è stato un evidente miglioramento, ma si deve anche constatare come il processo che nelle intenzioni dell’Europa dovrebbe portare ad azzerare o quasi la mortalità sulle strade è, da queste parti, difficoltoso e soggetto a periodiche “marce indietro”.
Nel 2022, rispetto agli anni immediatamente precedenti, c’è stato un forte aumento di automobilisti (o passeggeri di automobili) morti a seguito di uscite di strada. Segno evidente che l’eccesso di velocità è una piaga lontana dall’essere debellata. Il Teramano si conferma poi un territorio difficile per i cosiddetti “utenti deboli” della strada, in particolare per i pedoni: nel ’22 ne sono stati investiti mortalmente sei; nel ’21 erano stati quattro, nel ’20 tre. A proposito d’investimenti, è a questa modalità che si legano le due tragedie del 2022 che hanno suscitato la più grande impressione nell’opinione pubblica: quella del bimbo di nove mesi travolto da un 89enne a Pagliare di Morro d’Oro mentre la nonna lo portava a spasso con il passeggino, quella della 22enne di Roseto falciata da un guidatore ubriaco insieme a un amico (rimasto gravemente ferito) mentre in bicicletta tornava a casa nella notte sulla statale 16. Strada, quest’ultima, che si conferma per l’ennesimo anno la più pericolosa della provincia.
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