Strade colabrodo in città e blackout in corso Cerulli

La pioggia di venerdì fa anche cadere un masso lungo viale Crucioli Chiuso il guado di Carapollo, la Team: «Sarà così ad ogni piena del fiume»
TERAMO. Basta ormai una nevicata, o una pioggia forte, per mettere in ginocchio Teramo e far emergere un dissesto diffuso. La situazione immortalata ieri dopo solo un giorno e mezzo di pioggia è devastante: pozze di fanghiglia, voragini e buche punteggiano la viabilità cittadina , da punti strategici di grande transito come via Maestri del Lavoro (sotto ponte San Francesco) o l’intersezione di via Aeroporto e via Fonte Regina con viale Crispi, dove le buche costringono le auto a pericolosi slalom, fino alle zone più centrali. Sono messe male le due circonvallazioni, ma anche viale Mazzini e piazza Garibaldi: la parte a ridosso dell’imbocco di viale Bovio è un vero colabrodo. Per piazza Garibaldi a dire il vero l’amministrazione ha già in cantiere un intervento di rifacimento dell’asfalto, ma non a spese proprie visto che per le manutenzioni in cassa c’è poco o nulla. Bisogna essere grati a Enel Gas, o alla ditta di turno che interviene sui sottoservizi a seconda dei casi, a cui l’amministrazione bussa per ripavimentare dopo gli interventi, così come avvenuto per i sampietrini di via Savini. La pioggia c’entra sicuramente qualcosa anche con il blackout che da venerdì pomeriggio interessa corso Cerulli, suscitando l’ovvio risentimento dei commercianti, e con l’interruzione del marciapiede di viale Crucioli tra le vie IV Novembre e Villani, a causa della caduta di un masso.
Intanto il guado di Carapollo ricostruito ad uso dei mezzi Team, aperto giovedì, è stato richiuso il giorno successivo per via della piena del Tordino. Qui però c’è poco da accusare e le “responsabilità” sono insite nella definizione di guado. A sgomberare il campo da dubbi è la dichiarazione dell’amministratore delegato della Team, Luca Ranalli, che cita molto semplicemente la definizione che Wikipedia restituisce sulla parola “guado”, ovvero: «Questi attraversamenti differiscono dai ponti, che si prevedono sempre transitabili, per il fatto di essere impraticabili nei periodi di piena del corso d'acqua». Del resto Ranalli fa presente che l’assenza di guard-rail ai bordi è concepita proprio per far passare agevolmente l’acqua in caso di piena.
Intanto c’è da incrociare le dita sperando che non nevichi e, anche se la Protezione civile parla per le prossime ore di un “codice arancione”, ovvero di una criticità moderata, la Provincia si è messa in allerta e ha già predisposto il suo piano neve.(d.v.-m.d.t.)
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