Stranieri a Martinsicuro, numeri stabili

Dal 2019 al 2020 sono scesi di appena quattro unità. Albanesi, romeni e marocchini i più numerosi
MARTINSICURO. Rispetto allo scorso anno il numero di stranieri che vivono a Martinsicuro, considerata da tempo la città più multietnica d’Abruzzo, rimane stabile: sono scesi di appena quattro unità, passando dai 2.322 di inizio 2019 ai 2.368 registrati ad inizio 2020. La percentuale degli stranieri passa dal 14, 8 dello scorso anno al 14,7 dell’attuale, uno scarto minimale.
Le nazionalità presenti nel comune di Martinsicuro sono 72, una più dello scorso anno, più un apolide, ovvero una persona che non ha alcuna cittadinanza, perché priva di quella di origine e non in possesso di un'altra. La nazione la più rappresentata rimane – come nell’ultimo decennio – l’Albania con 647 residenti, che rappresentano il 27,3% delle presenze straniere, con un calo di 34 unità rispetto allo scorso anno. Gli albanesi sono seguiti dai romeni con 246 presenze, meno 24 rispetto al 2019: si tratta di donne in larga maggioranza (170), impegnate soprattutto come badanti così come le donne polacche, che sono 60 su 75 presenze di quella nazionalità. Tra gli europei seguono ucraini (70), macedoni (68), bulgari (39) e russi (35).
Tra i Paesi dell’Africa la leadership rimane ai marocchini con 173, meno 10 presenze rispetto al 2019, seguiti da senegalesi (159), tunisini (131) e nigeriani (85). La Nigeria è l’unica nazione africana che ha aumentato le presenze tra l’anno scorso e quest’anno. Le comunità di Marocco e Tunisia sono state le prime ad arrivare a Martinsicuro ad inizio anni '80, trovando lavoro specialmente nella pesca. Molti dei loro figli, pur nascendo in Italia, hanno mantenuto la cittadinanza di origine dei genitori o assunto la doppia nazionalità.
Tra i rappresentanti del continente americano la comunità più cospicua proviene dalla Repubblica Dominicana ed è composta da 25 persone di cui 15 donne. Per quanto riguarda infine gli asiatici, 139 sono cinesi, 74 pakistani e 64 provenienti dal Bangladesh.
Sandro Di Stanislao
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