Strappo definitivo tra i renziani e D’Alberto

9 Luglio 2020

Italia Viva: «Termina qui la nostra disponibilità a sostenere la sua sgangherata maggioranza»

TERAMO. «La nostra disponibilità a sostenere la sua sgangherata maggioranza termina qui». Lo strappo definitivo tra Italia Viva e la maggioranza del sindaco Gianguido D'Alberto viene sancito da un comunicato con cui i renziani ufficializzano di fatto la fine di ogni dialogo sia dentro che fuori il consiglio comunale. Uno strappo che, chiarisce Italia Viva, avrà ripercussioni anche sulle alleanze per le prossime amministrative. Un epilogo più che scontato alla luce degli scontri ormai giornalieri con il primo cittadino, non ultimo quello sul lodo Ruzzo, e che trova la sua genesi nella mancata riconferma, all'atto del rimpasto di giunta, dell'ex vicesindaco Maria Cristina Marroni, eletta nella lista di Teramo 3.0 poi confluita proprio in Italia Viva. Nel comunicato i renziani accusano il primo cittadino di scarsa considerazione della componente rosa di Italia Viva, di aver deciso «in maniera estemporanea e priva di confronto», chi fosse o no «più degno di appartenere alla sua maggioranza» e soprattutto di aver messo da parte la componente dell'ex lista di Teramo 3.0 a fronte di un asse con i suoi avversari alle comunali. «È la prima volta che un sindaco condivide una nuova scellerata esperienza di governo con due candidati sindaci, quali Di Dalmazio e Cavallari», scrivono i coordinatori comunale e provinciale di Italia Viva, «ai quali in campagna elettorale non aveva risparmiato accuse e dai quali allo stesso modo ne aveva ricevute». Ma non solo. Perché i renziani attaccano D'Alberto, tacciato anche di strizzare l'occhio ai Cinque Stelle, anche rispetto al suo ruolo di presidente Anci: «La sua ben nota vicinanza all'onorevole Legnini, in qualità di commissario straordinario alla ricostruzione non ha impedito l'avvilente bocciatura, da parte della commissione bilancio della Camera, del pacchetto di misure e aiuti per le zone colpite dal sisma 2016». Nel loro duro atto di accusa nei confronti del primo cittadino i rappresentanti di Italia Viva accusano poi D'Alberto di pensare solo ed esclusivamente alla sua carriera politica, mirando a ruoli sovracomunali: «Avremmo voluto instaurare con lui un rapporto di massima collaborazione, sebbene l'immotivata e strumentale esclusione della nostra vicesindaca Maria Cristina Marroni abbia comportato una perdita di qualità del suo esecutivo. Ma abbiamo compreso, purtroppo soltanto oggi, che a dispetto del mantra con il quale D'Alberto ci vorrebbe convincere a ogni intervento pubblico che lui opera nell'interesse del cittadino, il suo unico fine è la sua personale carriera politica». Italia Viva cita a sostegno delle sue dichiarazioni la vicenda della Teramo Ambiente «che opera, ancora dopo due anni, senza un contratto», quella di piazza Dante, l'edilizia scolastica «ferma al palo». «Naturalmente le dichiarazioni del sindaco», concludono i renziani, «avranno ricadute anche per le alleanze delle prossime amministrative».
Alessia Marconi
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