Strisce blu, raffica di multe per cartelli non aggiornati

“Siamo Roseto”: non sono indicati correttamente gli orari in cui si paga la sosta Il titolare di un’attività: non applicati gli sconti per gli abbonamenti dei lavoratori
ROSETO. Raffica di multe alle auto di turisti in sosta sulle strisce blu senza pagare il ticket a causa della scarsa chiarezza di alcuni cartelli non aggiornati con gli orari estivi del servizio. A denunciare la situazione è l'associazione “Siamo Roseto”. «I cartelli dei parcheggi a pagamento creano molta confusione», spiega l'associazione, «non tutti infatti indicano l’orario per il quale bisogna munirsi del ticket per i mesi estivi. Questa “dimenticanza” ha tratto in inganno, in particolare, turisti e non residenti, per i quali la multa non si è fatta attendere e con essa il disappunto per essere stati tratti in inganno da una segnaletica fuorviante».
Alcuni cartelli riportano regolarmente l’orario per le soste sui parcheggi a pagamento aggiornati con gli orari estivi, ma alcuni non sono stati ancora aggiornati. Questo ha creato non poche difficoltà. «Invitiamo pertanto l’amministrazione a integrare le indicazioni orarie nei cartelli in cui non sono presenti per il periodo giugno-settembre», sottolinea “Siamo Roseto”, «questo aiuterebbe a non aggravare ancora di più la già difficile situazione delle strisce blu cittadine. Solo una cosa è certa nella nostra città: con l’amministrazione Nugnes a regnare ormai non è affatto la gentilezza bensì solo il caos». Disavventura con i parcheggi a pagamento anche per T.V., titolare di un’attività e per i suoi dipendenti. «Chi non è residente ma ha un contratto di lavoro con una ditta rosetana», spiega, «ha diritto a una tariffa agevolata per gli abbonamenti. Per quello trimestrale la tariffa agevolata è di 30 euro, ma ad alcuni miei dipendenti non è stata applicata e hanno dovuto pagare 85 euro, cioè il prezzo normale. Questo perché, ci è stato detto, le macchine erano intestate ad altri e non a loro, ma si tratta di parenti e familiari. Loro vengono a Roseto a lavorare mi sembra un cavillo davvero antipatico». E prosegue: «È dimostrabile con lo stato di famiglia che le macchine, pur non essendo intestate ai miei dipendenti, sono comunque intestate a un familiare. Chi si occupa del servizio ci chiede il contratto di lavoro, la misura della società, e il libretto della macchina ma ci hanno detto che a prescindere la macchina deve essere intestata alla persona che ha il contratto. Questo è successo in particolare a due nostri dipendenti. Chiediamo un po’ di flessibilità per chi si deve spostare da una città all’altra per lavorare».
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