Stroncato da un infarto il 61enne morto sul lavoro

19 Febbraio 2022

Mosciano, eseguita l’autopsia sull’uomo deceduto mentre sollevava un cancello Domani l’ultimo saluto nella chiesa Madre, il ricordo commosso degli amici

TERAMO. È stato un infarto a causare la morte del 61enne Giancarlo Marrancone, l’uomo che si è accasciato mentre sollevava un cancello insieme ad altri colleghi di lavoro in un cantiere di Cologna Spiaggia. È questo il primo esito dell’autopsia disposta dalla Procura ed eseguita ieri pomeriggio dall’anatomopatologo Giuseppe Sciarra. Naturalmente sono stati fatti prelievi per esami più approfonditi che dovranno dare delle risposte al quesito della Procura: ovvero se il malore sia stato causato da un eccessivo sforzo.
All’autopsia era presente anche il medico legale Saverio Calabrese di Giulianova nominato dall’avvocato Maria Cristina Cianella che assiste i familiari della vittima. Legale del titolare della ditta dove Marrancone prestava servizio, e che è indagato, è stato nominato Vito Morena di Alba Adriatica. All’autopsia ha presenziato anche il medico legale Dora Mirtella di Macerata nominato dal titolare della ditta la cui iscrizione nel registro degli indagati in questa fase rappresenta un atto dovuto proprio in presenza di un esame irripetibile come l’autopsia.
Le indagini (pm Enrica Medori) sono state delegate ai carabinieri che hanno raccolto le testimonianze dei colleghi di lavoro dell’uomo che lo hanno subito soccorso: in poco tempo è arrivata l’ambulanza del 118 con gli operatori che hanno fatto di tutto per far ripartire il cuore ma non c’è stato nulla da fare. La notizia della morte di Marrancone, molto conosciuto a Mosciano, si è subito diffusa nella cittadina. Tutti lo ricordano come un grande lavoratore che conosceva bene il suo mestiere, persona per bene e riservata. Dopo l’esame la Procura ha dato il nulla osta per la sepoltura: i funerali verranno celebrati domani, alle 15.30 nella Chiesa Madre di Mosciano. La camera ardente è stata allestita presso l’obitorio dell’ospedale Mazzini.
Commosso il ricorso dell’amico di sempre Marcello Rondolone: «Ci conoscevamo fa tempo e per un lungo periodo abbiamo coltivato assieme lo sport della pesca con la canna. Faceva parte unitamente ad altri dell’associazione sportiva che avevo avviato e di frequente ci misuravamo in gara al lago Paradise. Era una persona sempre disponibile con tutti, un grande amico».(d.p.-al.al.)
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