Studenti al maglificio Matisse per un dibattito sul lavoro

SANT’EGIDIO. Sabato scorso la diocesi di San Benedetto, Ripatransone e Montalto, Pastorale sociale e del lavoro, e le parrocchie di Sant’Egidio e Paolantonio rappresentate da don Luigino Scarponi e...
SANT’EGIDIO. Sabato scorso la diocesi di San Benedetto, Ripatransone e Montalto, Pastorale sociale e del lavoro, e le parrocchie di Sant’Egidio e Paolantonio rappresentate da don Luigino Scarponi e don Marco Di Giosia, hanno organizzato nella ditta Matisse di Sant’Egidio, specializzata nel settore della maglieria, sul mercato dal 1989, guidata dalla famiglia Scarpantoni, un incontro - dibattito in occasione della festa del lavoro, in collaborazione con l'Ipsia sezione moda di San Benedetto e l'Istituto Sistema Moda Primo Levi di Sant’Egidio. Erano presenti 15 ragazzi del Primo Levi, insieme alla dirigente Sandra Renzi e al vicepreside Andrea Sbranchella, oltre a 35 studenti dell'istituto sambenedettese. E c'era anche il primo cittadino di Sant’Egidio Rando Angelini che ha elogiato l'iniziativa.
Si è iniziato alle 9.30 con la visita guidata degli studenti in azienda, per proseguire alle 11 con testimonianze ed interventi di esponenti del mondo del lavoro e di associazioni di categoria, con conclusione del vescovo Carlo Bresciani. Molto significativi gli interventi dei due parroci Di Giosia e Scarponi e di Remigio Giannetti, animatore di comunità del progetto "Policoro", oltre a quello del presidente della Pro Loco di Sant’Egidio Luca Esposito e a quello di Amerigo Maccioni della Cisl Teramo. Infine il vescovo Bresciani ha commentato: «Si avvicina la festa del lavoro del 1° maggio, giornata che ci invita a ritrovarci per riaffermare insieme non solo la necessità del lavoro umano per tutti, ma in primis la dignità sia per un onesto guadagno per i bisogni personali e della famiglia, sia per la promozione umana di ciascuno, e la partecipazione al progresso della società. Ognuno sa quando sia importante poter mantenersi e mantenere la propria famiglia col proprio lavoro onesto, condotto in sicurezza, onde poter guardare con la necessaria serenità al futuro, senza dimenticare lo sforzo per non escludere nessuno e superare le difficoltà e le disuguaglianze che feriscono la dignità umana. Un grazie al maglificio Matisse per l'accoglienza e e per averci dato modo di fare questo incontro».
Domenico Laurenzi
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