Studenti del Delfico rifiutano per protesta i turni pomeridiani

In tanti restano fuori, annunciate nuove manifestazioni Intanto c’è il via libera a utilizzare l’ex Consorzio agrario
TERAMO. Arriva il via libera per ospitare parte del Delfico nell'ex Consorzio agrario: il dialogo fra Ufficio speciale ricostruzione, Prefettura e Provincia ha portato a definire l'utilizzo dell'immobile, recentemente ristrutturato, per finalità scolastiche. Potrà accogliere le classi del biennio del liceo scientifico e coreutico del convitto rimaste senza spazi dopo il sequestro dell'edificio di piazza Dante. Una soluzione provvisoria, al pari di quelle trovate in questi giorni di emergenza che stanno portando a una graduale ricollocazione degli studenti in diversi edifici della città. La sede dell'ex Consorzio, dove sono stati ultimati i sopralluoghi tecnici da parte dei vigili del fuoco, potrà aprire le porte ai liceali non prima di dieci giorni: tanto occorre per sistemare gli spazi interni alle necessità scolastiche. Già oggi, ha garantito il presidente della Provincia Camillo D'Angelo, partiranno i lavori di adeguamento e arredamento. L'immobile avrebbe dovuto ospitare a stretto giro la Prefettura, la cui sede in corso San Giorgio deve essere sottoposta a interventi post sisma. Un trasloco rinviato di qualche mese, come ha spiegato ieri il prefetto Fabrizio Stelo al termine di un vertice con i rappresentanti istituzionali e scolastici coinvolti nella gestione dell'emergenza. «L'ex Consorzio agrario è della partita», ha detto Stelo, sottolineando la piena disponibilità a rinviare il trasferimento alla prossima estate. Lavori in corso anche al Pascal-Forti, dove potranno trovare, non prima di due settimane, ospitalità le altre classi del liceo.
LE PROTESTE. In attesa di queste soluzioni che caratterizzeranno l'anno scolastico almeno fino a gennaio, mese in cui la Provincia vorrebbe avere già pronti i moduli provvistori, ieri alle 14,15 la campanella è tornata a suonare per gli studenti delle superiori (elementari e medie riprenderanno le attività lunedì alla De Jacobis e San Berardo). Le lezioni si stanno svolgendo al liceo Milli e all'ex Comi. Una condizione che parte degli alunni ha contestato, rifiutandosi di entrare in aula. Molti studenti hanno scelto di restare fuori criticando le scelte adottate: dalle ore di lezione fissate in 35 minuti ai disagi per i pendolari, fino alle rinunce forzate alle attività sportive e culturali che si svolgono di pomeriggio. Durante il corteo di martedì era stato lanciato il messaggio che la mobilitazione sarebbe stata a oltranza. E infatti è in programma una nuova manifestazione: «Le soluzioni finora presentate non vengono per niente incontro a noi studenti, dalle lezioni pomeridiane da 35 minuti, con orari di entrata diversi per indirizzo, alla proposta di spostarci in molteplici sedi con gli stessi problemi del Delfico: non possono trovarci d’accordo e frammenterebbero il corpo studentesco dell’istituto oltre che creare grossi disagi con i trasporti», spiega Ilaria Calzolaio dell'Unione degli studenti, «per questo il 7 ottobre abbiamo manifestato e lo rifaremo il 15 novembre durante lo sciopero studentesco nazionale. Continueremo a chiedere a gran voce investimenti nell’edilizia per tutelare il nostro diritto allo studio e ci mobiliteremo finché non otterremo garanzie».
LO SGOMBERO. L'esecuzione del sequestro il 3 ottobre non aveva permesso a studenti, personale e docenti di poter portare via il materiale e gli effetti personali custoditi nella scuola. In modo particolare dall'area del convitto, dove ci sono gli alloggi. Ieri mattina i vigili del fuoco e i carabinieri hanno perciò coordinato le attività di ingresso nell'edificio per il recupero di tablet, libri e pc scortando gli operatori scolastici all'interno.
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