Studenti dell’Afghanistan accolti dall’Università

In 42 seguiranno corsi nell’ateneo teramano: per loro niente tasse e libri gratuiti In collegamento da Roma il ministro Messa: «Rispettiamo la dignità umana»
TERAMO. «Noi mettiamo il futuro nelle mani di questa Università!». È il messaggio dei 42 studenti afghani, 17 donne e 25 uomini, che ieri mattina sono stati accolti nell’ateneo di Teramo per l’inizio del loro percorso formativo grazie al progetto "Roshanak", promosso dall’associazione Salam con il partner afghano Ong Karawan Welfere Foundation, l’ateneo teramano, l’Adsu e una rete di istituzioni, associazioni e aziende. Gli studenti hanno donato la bandiera del proprio Paese e il rettore Dino Mastrocola ha contraccambiato con gadget dell’ateneo come simbolo di un dialogo interculturale e interreligioso che vede la formazione come strumento di pace. Grazie all'apertura di un corridoio umanitario i ragazzi possono avere un’opportunità di studio, di vita e di futuro migliore. È un ritorno a una vita normale a Isola, dove alloggiano, e a Teramo, dove studiano, per i 42 giovani che, dopo l’ascesa dei talebani al Governo, si sono visti negare i diritti fondamentali come quello di frequentare gli studi. Nell’ateneo avranno un percorso speciale con tutoraggio, corsi di italiano e inglese, tasse abbuonate e libri di testo gratuiti al primo anno.
«Questo arrivo ha avuto molte difficoltà, ma si è concretizzato grazie all’impegno costante di tutti i protagonisti che ringrazio», ha detto emozionato Mastrocola, «portiamo avanti i principi di integrazione e accoglienza donando ai ragazzi un’opportunità di studio, crescita e integrazione nel nostro Paese. Loro ci aiuteranno a comprendere il loro Paese e avremo sempre le parole giuste per capire e farci capire». Il progetto è appoggiato dal ministero dell’Università e ricerca. «L’arrivo degli studenti afghani è una ricchezza per l’Università che li accoglie», ha aggiunto il ministro Maria Cristina Messa, collegata in videoconferenza, «essere rifugiati è una situazione di sofferenza e la condivisione di studio, spazi e sogni è importante e ribadisce il rispetto dei diritti e della dignità umana». Un sogno che si avvera per la referente di ateneo Fiammetta Ricci. «Ci sono state tante difficoltà, ma non ci siamo mai arresi», ha spiegato, «abbiamo aperto la strada, ora bisogna camminare insieme». Presenti il console afghano in Italia Amad Kalid Akbar, l’assessore regionale Pietro Quaresimale, il vescovo Lorenzo Leuzzi, l’imam Mustapha Batzami, il prefetto Massimo Zanni, il questore Lucio Pennella, i sostenitori, tra gli altri del progetto, come la Fondazione Tercas con la presidente Tiziana Di Sante, il Rotary club con il governatore distretto 20/90 Gioacchino Minelli, l'Arci con il presidente Giorgio Giannella, i sindaci di Isola Andrea Ianni e di Teramo Gianguido D’Alberto.
«Formare gli studenti può rappresentare il cambiamento dell'Afghanistan», ha concluso la responsabile di Salam Simona Fernandez, «e un ateneo è il luogo adatto per costruire la pace. Si deve esportare cultura e non armi e rispondere ai talebani con la conoscenza e non con la violenza: è la più grande rivoluzione che la nostra terra possa fare».
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