Studenti e testimoni ricordano la strage di Capaci

ROSETO. Il dovere del ricordo della strage di Capaci e della lotta alla mafia al centro di “Quarto Savona 15, la memoria in viaggio”, l’incontro che si è svolto ieri all’istituto Moretti di Roseto....
ROSETO. Il dovere del ricordo della strage di Capaci e della lotta alla mafia al centro di “Quarto Savona 15, la memoria in viaggio”, l’incontro che si è svolto ieri all’istituto Moretti di Roseto. Particolarmente toccante l’intervento di Tina Montinaro, vedova di Antonio, caposcorta di Giovanni Falcone. Le sue parole sono state precedute dalla lettura, da parte di un’alunna della scuola, di una lettera che la vedova stessa ha indirizzato al marito in occasione del venticinquennale della sua morte. «Allora non si poteva parlare di mafia nemmeno dentro casa», ha spiegato Tina, «ma oggi siamo riusciti ad ottenere grandi risultati grazie al sacrificio di Antonio e delle persone morte con lui». Accalorato nel suo lungo intervento anche il gip di Palermo Piergiorgio Morosini. Ha più volte ribadito che «ognuno di noi può dare il proprio contributo dalla sua postazione, combattendo sempre per ciò in cui si crede». Emozionati nel ricordo di Falcone e degli uomini della sua scorta, con i quali collaboravano quotidianamente, anche il generale dei carabinieri Angiolo Pellegrini e Domenico Trozzi, per vent'anni comandante del reparto volo della Polizia di Stato a Palermo. (p.s.)
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