Studenti in tribunale per ricordare l’omicidio di Vittorio Bachelet

13 Febbraio 2020

TERAMO. Vittorio Bachelet lo ripeteva in ogni occasione in quegli anni difficili: «Bisogna servire lo Stato attuando la Costituzione». A quarant’anni dall’omicidio dell’allora vice presidente del Csm,...

TERAMO. Vittorio Bachelet lo ripeteva in ogni occasione in quegli anni difficili: «Bisogna servire lo Stato attuando la Costituzione». A quarant’anni dall’omicidio dell’allora vice presidente del Csm, assassinato il 12 febbraio del 1980 dalle Brigate Rosse sulle scale dell’università La Sapienza dove insegnava diritto pubblico dell’economia, il pensiero del giurista è più che mai attuale e farlo conoscere alle nuove generazioni è l’obiettivo del Csm che, proprio in occasione del tragico anniversario, ha promosso iniziative con il ministero dell’istruzione. Appello raccolto a Teramo dove gli studenti della quinta C del liceo scientifico Delfico ieri mattina hanno partecipato all’incontro promosso da Procura e tribunale proprio per ricordare Bachelet. I ragazzi, nel corso di un incontro con il sostituto procuratore Laura Colica e il giudice Flavio Conciatori, hanno conosciuto la cronaca e la storia di quei difficili momenti in un contesto politico e sociale in cui si contrapponevano le spinte tra i sostenitori della necessità del ricorso a leggi speciali per la lotta al terrorismo e coloro che invece erano fermamente convinti dell’impossibilità di recedere dalle fondamentali garanzie democratiche. Bachelet era un sostenitore convinto di questa ultima tesi tanto che a caratterizzare il suo mandato di vice presidente del Consiglio superiore della magistratura fu proprio l’invito costante ai magistrati ad agire senza ricorso a normative speciali. Una ricostruzione in cui i ragazzi (accompagnati dagli insegnanti Maria Cristina Marroni, Anna Pompili e Piergiorgio Ricci) sono stati portati sia attraverso il contenuto delle slide preparate dagli stessi magistrati sia attraverso una lunga chiacchierata con gli stessi sulla figura del giurista ucciso il cui pensiero resta a fondamento di uno Stato di dritto. Qualche giorno fa, nel ricordare l’anniversario della morte del papà, Giovanni Bachelet alla domanda sugli assassini tornati in libertà dopo aver scontato la pena, ha detto: «Hanno fatto il percorso rieducativo previsto dall’articolo 27 della Costituzione e ritengo che mio padre, che ha dato la vita per la Repubblica e lo Stato di diritto, non possa che rallegrarsi di questo».(d.p.)
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