Sub di 66 anni fa l’immersione e annega

E’ morto Filippo Peracchia: era originario di Atri e abitava vicino a Roma. La moglie lo attendeva sulla spiaggia
ROSETO. La pesca subacquea era la sua passione e di immersioni, raccontano i familiari, ne aveva fatte davvero tante. Ieri Filippo Peracchia, 66 anni appena compiuti, originario di Casoli di Atri ma da tempo residente vicino Roma, si è immerso per l’ultima volta nel suo Adriatico, quello da cui tornava ogni estate. E’ morto, forse stroncato da un malore, mentre era nello specchio di mare antistante la zona del pontile di Roseto davanti agli occhi della moglie che lo attendeva in spiaggia. Ad accorgersi che fosse in difficoltà sono stati i bagnini di alcuni chalet della zona che lo hanno raggiunto e portato a riva. I soccorsi sono stati immediati e in poco tempo sono arrivati gli operatori del 118, ma nonostante i tanti tentativi fatti per rianimarlo per l’uomo non c’è stato nulla da fare.
Peracchia, infermiere in pensione, come ogni anno era tornato in vacanza per trascorrere l’estate nel suo mare. «Perchè la pesca subacquea era la sua passione e sapeva bene cosa faceva visto che ormai erano tanti anni che la praticava» racconta un suo familiare. Anche ieri mattina aveva raggiunto la zona del pontile per immergersi. La zona è quella che si trova vicino alla sede dell’ufficio marittimo locale, uno specchio di mare antistante un vasto tratto di spiaggia libera. Munito di boa di segnalazione, zavorra e di tutto il necessario, anche ieri mattina l’uomo si era immerso per pescare così come aveva già fatto altre volte. Ma ieri qualcosa non è andato come avrebbe dovuto e non si esclude che l’uomo sia stato colpito da un malore proprio mentre era in acqua. I primi a capire che c’era qualcosa che non andava sono stati alcuni bagnini della zona che si sono immediatamente buttati in acqua nel tentativo di raggiungere l’uomo che è stato subito portato a riva, ma ormai per lui non c’era più niente da fare. Nonostante i numerosi tentativi di rianimarlo fatti dagli operatori del 118 arrivati in pochissimo tempo per il 66enne non c’è stato nulla da fare. Il corpo è stato trasportato all’obitorio dell’ospedale di Atri in attesa che il pm di turno decida se disporre o meno l’autopsia prima del nulla osta per la sepoltura. Sul posto, per i rilievi di rito, sono intervenuti gli ufficiali dell’ufficio marittimo.
Peracchia era sposato e padre di due figli. Originario di Casoli di Atri da tempo si era trasferito a Colli Marino, vicino Roma. Era solito tornare nel periodo estivo nella sua amata Roseto per trascorrere le vacanze e per andare a trovare suo fratello che vive ad Atri. Un nipote così lo ricorda: «Era un esperto sub ed amava pescare. Pensiamo che sia stato colpito da un infarto che non gli ha dato scampo. Nella zona nostra zona era molto conosciuto proprio perchè qui aveva trascorso gli anni della sua infanzia e della sua adolescenza. Poi il lavoro da infermiere lo aveva portato via, ma negli anni il suo legame con la sua terra era rimasto sempre. Non c’è stato anno, infatti, in cui non sia tornato. Amava il mare di Roseto e tutte le volte che tornava faceva le sue immersioni di pesca. Una persona di gran cuore e sempre disponibile con tutti. Rimarrà sempre nei nostri ricordi». I funerali si svolgeranno a Colli Marino.(d.p.-d.f.)
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