«Subito nuove indagini su Giulia»

La famiglia a giugno ha presentato un’altra istanza alla Procura
TERAMO. Una mamma e un papà che non si arrendono, un caso che resta aperto. Dopo un primo no della Procura a nuove indagini dopo l’archiviazione della morte come suicidio, a giugno i genitori di Giulia Di Sabatino, tramite il loro avvocato Antonio Di Gaspare, sono tornati a chiedere alla Procura nuovi accertamenti sull’ultima notte di vita della loro ragazza precipitata cinque anni fa da un cavalcavia dell’A14. I genitori non credono al suicidio e sono convinti che la ragazza sia stata uccisa. E di questo si è parlato nel corso del convegno che si è svolto ieri mattina a Teramo organizzato dal coordinamento Codice Rosso e dal titolo “ Verità e giustizia per Giulia”. All’incontro, oltre a papà Luciano e mamma Meri e all’avvocato, hanno partecipato la psicologa Virginia Maloni e la criminologa Roberta Bruzzone che ormai da tempo segue la famiglia. «Speriamo nella riapertura delle indagini», ha detto, «secondo noi ci cono ampi spazi per nuovi approfondimenti». Il nuovo presupposto da cui muove la richiesta di riapertura è l’arresto per maltrattamenti di uno dei tre indagati (tutti poi archiviati) nella prima inchiesta per istigazione al suicidio. Nei mesi scorsi uno dei tre (alla ribalta delle cronache come l’uomo alla guida della Panda rossa che quella sera diede un passaggio a Giulia) è finito in carcere con l’accusa di maltrattamenti ai genitori. «La tipologia di reato contestato dovrebbe portare la Procura a rivalutare più attentamente l’incontro con Giulia la notte del 31 agosto 2015» ha detto l’avvocato Di Gaspare.
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