«Sul Vomano interventi tampone»

Il Wwf critica i lavori previsti contro le piene: serve ben altro
TERAMO. «Sarebbe meglio bloccare le cause, piuttosto che arginare gli effetti del rischio idrogeologico del Vomano»: il Wwf sostiene come non sia sufficiente intervenire con operazioni "tampone", ma evidenzia la necessità di studiare un piano che garantisca la messa in sicurezza di tutto il bacino del fiume, contro i fenomeni delle esondazioni e delle erosioni. Il Wwf interviene in merito agli imminenti lavori, finanziati con fondi ministeriali pari a 3 milioni e 600.000 euro, che dovrebbero arginare le piene e mettere in sicurezza i centri abitati posti in prossimità del fiume.
Secondo l'associazione, però, tali interventi non risolverebbero le problematiche legate al rischio idrogeologico. «Non è certo la prima volta che si opera in questo modo», afferma il Wwf, «e gli interventi degli anni passati, pur costati miliardi di lire, prima, e milioni di euro, dopo, non hanno prodotto reali miglioramenti». L'associazione contesta il fatto che non venga impedito di costruire opere in zone a rischio idrogeologico: «Il problema delle esondazioni, del Vomano come di tutti gli altri corsi d’acqua teramani, è dovuto al fatto che ci sono intere aree edificate in stretta vicinanza all'alveo fluviale le quali, in caso di piena, si allagano semplicemente perché il fiume rioccupa i propri spazi naturali. Il problema dell’erosione è dovuto all'aver sottratto per anni materiale solido dal fondo dei fiumi e ai rilasci dalle centrali Enel di enormi quantità di acqua tutte concentrate in determinati momenti».
Per il Wwf, inoltre, i lavori metterebbero a rischio l'ecosistema presente nella foce del fiume e dovrebbero, al contrario, essere messe in atto soluzioni di più ampio respiro che incidano realmente sulle cause del dissesto idrogeologico.
Sandro Petrongolo
©RIPRODUZIONE RISERVATA

