Sulla Tari c’è l’incognita di 1,3 milioni mai riscossi

22 Aprile 2016

La tassa sui rifiuti potrebbe aumentare del 10 per cento se questi crediti saranno riconosciuti come pretende la Team, ma Brucchi per ora stoppa tutto

TERAMO. Un dato certo esce fuori dal piano economico e finanziario della Team, il cosiddetto Pef 2016: i teramani pagheranno una Tari più salata. Resta però da capire "quanto" salata, cioè se i cittadini saranno chiamati a ripartirsi solo i costi dell'aumento del servizio, o dovranno sobbarcarsi anche la ripartizione di un milione e 300 mila euro di crediti inesigibili (la tassa non pagata che è impossibile recuperare) riferiti alle sole annualità 2007-2009. Il sindaco Brucchi, dopo un braccio di ferro con la Teramo Ambiente, e dopo che ieri mattina in commissione aveva aperto alla seconda ipotesi, nel pomeriggio ha escluso questa possibilità confortato da un parere dell'avvocatura.

Rispetto allo scorso anno, quando il Pef era quantificato a 10 milioni e 860mila euro, quest'anno ammonta a 11milioni 375mila. Si tratta di 515mila euro in più che sono il frutto di 240mila euro di conguagli per lo smaltimento del percolato riferiti al 2013 e al 2015 più 234mila euro di costi maggiori sostenuti per l'igiene urbana a causa di una maggiore produzione dei rifiuti e di maggiori spese sostenute per smaltire organico e indifferenziato. Per il sindaco la ripartizione di questi 500 mila euro in più si tradurrà in aumenti impercettibili sulla Tari. Per il momento il sindaco si è limitato a dire che l'aumento per le famiglie non supererà lo 0,5%, mentre qualche piccolo punto percentuale sarà caricato sulle imprese che negli anni passati hanno beneficiato di riduzioni intorno al 30%. «Questo», ha spiegato il sindaco, «anche in virtù del fatto che si è ridotta la platea delle imprese paganti, visto che molte attività sono cessate per via della crisi».

Ma la partita sembra tutt'altro che chiusa e pronta ad avviarsi a un contenzioso visto che il Pef approdato ieri in commissione bilancio prevedeva anche 1,3 milioni di crediti inesigibili che, se recepiti, farebbero schizzare il Pef a 12 milioni e 709mila euro e si tradurrebbero in un aumento del 10% delle tariffe. Una posta che ha suscitato lo sconcerto delle opposizioni, specialmente di Gianguido D'Alberto del Pd e di Fabio Berardini del Movimento 5 stelle che hanno contestato gli aumenti a carico dei cittadini, ma anche l'assenza di politiche di contenimento dei costi, ad esempio l'indizione di gare per calmierare almeno i costi di smaltimento del percolato.

Il sindaco ieri mattina in commissione era apparso disponibile a riconoscere alla Team l'inserimento di questi crediti inesigibili nel Pef, tanto da ipotizzare la proposta di rateizzare l'importo in 10 anni per ridurre l'impatto sulla Tari. Nel pomeriggio invece, confortato da un parere legale, Brucchi ha stabilito che questa somma non dovrà essere inserita nel Pef 2015 fintanto che la Team non produca un documento sull'attestazione di inesigibilità. In assenza di questa carta il Comune non ritiene di liquidare alla Team un milione e 300mila euro. La Teramo Ambiente è di tutt'altro avviso e insiste nel ritenere i crediti inesigibili una componente ineludibile del Pef 2016. L'azienda ritiene di aver già prodotto e inoltrato al Comune la documentazione necessaria, sottolineando anche che per legge i crediti inesigibili debbano costituire voci di costo del Pef come ribadito nel documento approvato dal cda e sottoposto al Comune.

Marianna De Troia

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