Sullo sfondo c’è la corsa al Parlamento

8 Giugno 2017

Il sindaco potrebbe essere candidato da Berlusconi, questo spiega la sua tattica da temporeggiatore

TERAMO. Sarà un'estate rovente per la politica teramana. L'approvazione ormai imminente della legge elettorale e il ritorno anticipato alle urne per il Parlamento, che dovrebbe cadere tra fine settembre e inizio ottobre, aprono ampi scenari a livello locale, rendendo magmatico il contesto in cui sono inseriti i principali enti territoriali. A cominciare dal Comune, dove anche l'eventuale soluzione della crisi entro l'inizio della prossima settimana non darà certezze sull'arrivo della consiliatura alla scadenza naturale fissata per la primavera del 2019.
È vero che il sindaco Maurizio Brucchi, se riuscirà a rimettere insieme i 17 consiglieri necessari per restare in sella, ha scritto nel documento programmatico che non chiuderà in anticipo il proprio mandato. Questo, però, non è solo un impegno personale, ma la richiesta di un atto di fedeltà da parte degli alleati, compresi i dissidenti, che rischia di disperdersi con le foglie secche dell'autunno, quando ormai i giochi saranno fatti. La storia della consiliatura in corso, con crisi ripetute, rimpasti e già due azzeramenti di giunta, insegna che c'è poco da star tranquilli. Brucchi lo sa e sa anche che, quando la politica bolle, gli impegni presi nei documenti con tanto di firme diventano carta straccia dalla sera alla mattina. Qualche segnale è arrivato da Arcore, dove Silvio Berlusconi lo avrebbe inserito tra i 70 nomi di amministratori su cui puntare per rilanciare l'appeal elettorale di Forza Italia. In assenza di certezze il sindaco si muove con prudenza. In ogni caso dovrebbe affrontare una concorrenza interna molto agguerrita: aspirazioni parlamentari sono coltivate anche da Paolo Gatti e Gianni Chiodi, ma va calcolata anche l'eventuale candidatura di Paolo Tancredi sebbene non in quota Forza Italia. L'incertezza del quadro politico è una chiave di lettura che spiegherebbe l'attendismo di Brucchi il "temporeggiatore" nell'imprimere una svolta decisiva alla crisi in Comune.
Il fermento pre elettorale, però, si percepisce anche in Provincia. Il presidente Renzo Di Sabatino (Pd) è pronto a correre per il parlamento, ma per farlo dovrebbe dimettersi come Brucchi un mese prima della data delle elezioni. Se si voterà a fine settembre, dunque, il passo decisivo andrà fatto subito dopo Ferragosto. Se Di Sabatino rinuncerà all'incarico, il suo posto sarà preso dal vicepresidente, l'esponente rosetano di Scelta civica Mario Nugnes. Quest'ultimo, dunque, si ritroverebbe a guidare l'amministrazione provinciale beneficiando dell'uscita del presidente, che finora non ha raccolto l'indicazione del Pd, il suo partito, di degradarlo al rango di consigliere.
Le elezioni anticipate riaprirebbero anche il fronte delle candidature a sindaco. Gianguido D'Alberto potrebbe muoversi fuori dal recinto del Pd che avrebbe in caldo il nome di Alessia Cognitti, consigliere di amministrazione di Ruzzo Reti, che sarebbe gradita anche a Gatti. (g.d.m.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .