Suono di campane a festa al funerale di don Ennio

18 Luglio 2018

Così ha voluto l’anziano sacerdote, che è stato parroco del Lido per 57 anni Una grande folla ha accompagnato la salma insieme al vescovo Leuzzi

GIULIANOVA. Hanno suonato a festa ieri le campane della chiesa di San Pietro Apostolo in occasione del funerale di don Ennio Lucantoni, parroco del Lido dal novembre 1961. Un fatto inusuale per quanti, durante le celebrazioni funebri, sono abituati ad ascoltare i tristi rintocchi che annunciano la morte di qualcuno. Ma così ha voluto don Ennio, che ha sempre affermato che la morte altro non è che il richiamo a sé da parte dell’Onnipotente e quindi un momento di festa. Il rito funebre è iniziato alle 16 con il trasferimento del feretro dalla camera ardente, allestita al piano terra della struttura religiosa, all’interno della chiesa. La bara, coperta di fiori bianchi, è stata preceduta dal vescovo Lorenzo Leuzzi e da molti sacerdoti della curia. Tra questi anche don Luca Torresi, il carabiniere diventato sacerdote, che ha raccolto l’eredità parrocchiale di don Ennio. Sul sagrato e dentro la chiesa una moltitudine di persone che non ha risparmiato applausi al suo vecchio parroco che stava accingendosi a compiere l’ultimo viaggio terreno. E’ stato proprio il vescovo Leuzzi a celebrare la messa prima di tornare dai suoi seminaristi in montagna lasciati soli momentaneamente per essere presente ieri a Giulianova per le esequie. Nella sua omelia il vescovo ha ricordate le qualità di don Ennio sia come uomo che come pastore di anime sottolineando: «Il vostro parroco salito in cielo ha dedicato molto della sua vita a questa comunità e la sua presenza a Giulianova per tanti anni è da considerare un dono di Dio». Il momento più toccante della funzione religiosa si è avuto quando don Luca ha letto il testamento spirituale scritto da don Ennio in cui ha ripercorso le tappe più significative della sua religiosità ad iniziare dal giorno della prima comunione, per continuare con l’incontro a Controguerra con don Alberto Di Pietro che ebbe un influsso notevole sulla sua vocazione. Nella toccante testimonianza il parroco non ha potuto fare a meno di ricordare due episodi che lo avrebbero segnato. Un colloquio veloce, ma intenso con Padre Pio ed una messa concelebrata a Roma con Madre Teresa di Calcutta. Ma nel suo testamento don Ennio ha voluto più volte ricordare la comunità giuliese con gratitudine, affetto e benevolenza concludendo che alla sua morte avrebbe voluto essere sepolto nel cimitero di Giulianova vicino alla sua gente. Al termine del rito funebre c’è stato il saluto del sindaco Francesco Mastromauro che ha ricordato la statura umana e religiosa del sacerdote.
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