Super ospedale, incontro sindaci-Paolucci

Domani alla Asl si terrà il comitato ristretto convocato da Brucchi per capire i progetti della Regione
TERAMO. Grandi manovre sulla sanità: domani alle 19 alla Asl si terrà un comitato ristretto dei sindaci a cui parteciperà anche l’assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci (nella foto).
Il sindaco di Teramo Maurizio Brucchi aveva preannunciato, all’indomani della polemica scoppiata con la mozione votata dal consiglio comunale dell’Aquila, che avrebbe convocato una riunione con l’assessore per capire quali saranno i criteri a cui si ispireranno le scelte della Regione. In ballo c’è veramente tanto. Il decreto Lorenzin fissa dei parametri su cui modellare le strutture sanitarie. In Abruzzo ci potranno essere solo due ospedali di secondo livello, cioè superattrezzati e superspecializzati, ad esempio. E il consiglio dell’Aquila ha votato qualche giorno fa una mozione in chi dice che il capoluogo di regione vuole l’ospedale di secondo livello e una Asl L’Aquila-Teramo. Immediata la reazione di Brucchi, che si è detto pronto a sostenere una battaglia per l’ospedale di Teramo, che ha i numeri per essere ospedale di secondo livello. «Noi non faccia consigli comunali per approvare mozioni: non hanno senso. Con l’assessore, che ringraziamo, cercheremo di capire quali sono gli orientamenti su futuro della sanità, in particolare di quella teramana», osserva Brucchi, che sottolinea anche come sia stato «contattato consiglieri aquilani: hanno detto che non era nelle loro intenzioni dire che l’ospedale di secondo livello deve essere all’Aquila. E io ho risposto che il testo della delibera è chiaro». Brucchi poi lancia un frecciata all’opposizioone: «Dai rappresentanti locali e comunali del Pd c’è un silenzio assordante su un argomento così importante: o hanno problemi interni o non hanno a cuore le sorti della sanità teramana».
Intanto a parlare nel Pd è il capogruppo nel consiglio di Atri, Alfonso Prosperi che chiede una conferenza regionale sulla sanità abruzzese da tenersi «entro settembre coinvolgendo istituzioni, partiti, operatori, i sindacati e quant'altro. Una possibilità da non perdere se si vuol costruire un progetto complessivo per la sanità abruzzese la cui mancanza ha prodotto tante incomprensioni e tanti guasti nei partiti e nelle istituzioni e per porre fine allo stillicidio di notizie, prese di posizione, lotte fratricide e confusione». Prosperi riflette sulla vicenda «dell'ospedale di Atri e del suo metodico, non sappiamo quanto scientifico smantellamento che prosegue da anni». E poi plaude ai tre rappresentati teramani in regione – Pepe, Mariani e Monticelli – «contro chi (L'Aquila) entra a gamba tesa, con rivendicazioni fuori luogo e fuori tempo. Vogliamo sperare che questa volta i "teramani", sappiano fare squadra al di sopra delle appartenenze rifuggendo dal bieco campanilismo, ma difendendo il giusto in una visione globale del territorio». (a.f.)

