Superbonus, aziende in affanno: «Manca liquidità, cantieri fermi»

16 Febbraio 2023

Iervelli (Ance): «Le ditte non riescono a cedere crediti fiscali. Bene l’iniziativa regionale, ma non basta» In provincia investimenti da oltre un miliardo in 737 cantieri, i dati sono superiori alla media nazionale

TERAMO . Ricostruzione e Superbonus al 110% hanno portato tanto lavoro, ma alle imprese teramane manca liquidità. Il blocco nei flussi di denaro rischia di compromettere così l’efficacia di misure concepite anche per sostenere il tessuto imprenditoriale e con esso l’economia locale. È un quadro preoccupante quello descritto da Ezio Iervelli, presidente provincia le dell’Ance, l’associazione dei costruttori edili, a margine dell’incontro convocato dal Comune per presentare nuovi strumenti di pianificazione degli interventi urbanistici. Il nodo irrisolto resta quello dei crediti fiscali che le aziende non riescono a cedere alle banche per procurarsi appunto liquidità.
«Da un’indagine tra i nostri iscritti abbiamo accertato che il 47 per cento degli associati ha effettuato lavori relativi ai bonus edilizi con lo sconto in fattura», spiega Iervelli, «tutto il campione ha dichiarato di avere negoziato l’esecuzione di nuove commesse da sviluppare entro l’anno, ma di non poter avviare i lavori per mancanza di un cessionario che acquisti i crediti fiscali. La metà del campione ha dichiarato altresì di avere crediti sul cassetto fiscale ancora da cedere a terzi intermediari; i tempi medi di riscossione delle somme relative allo stato di avanzamento lavori si aggirano intorno ai 120 giorni. Tutto il campione ha dichiarato costi di cessione crescenti nell’ultimo anno». Per far capire la portata del fenomeno l’Ance presenta dati. Gli interventi legati al Superbonus nel Teramano sono 737, per un valore di poco superiore al miliardo di euro. L’importo medio de lavori è di 1,36 milioni. In totale i cantieri in provincia sono 1.423, in calo del 5% rispetto a ottobre 2022, per valore calcolato superiore a 1,37 miliardi. L’incidenza del Superbonus, probabilmente per il cumulo con i contributi della ricostruzione post-sisma, nel Teramano è superiore alla media nazionale. Caratterizza, infatti, il 53 per cento dei cantieri attivi, ma il 73 per cento del valore di commessa. «In provincia abbiamo circa 80 imprese in sofferenza», osserva il presidente, «sotto il profilo della politica industriale il sostanziale blocco del mercato dei crediti fiscali determinerà un brusco rallentamento delle attività edilizie sin dai prossimi mesi e proseguirà nel 2024. Tale condizione vanificherà gli ingenti investimenti fatti dal settore ma anche l’enorme attività di progettazione svolta dai tecnici che non troverà esecuzione con l’apertura dei cantieri. Insomma, è un vero pasticcio». Per Iervelli «gli interventi del Governo con il decreto Aiuti quater, tra gli altri garanzia Sace, rappresentano un piccolo palliativo non in grado di invertire la tendenza in atto. Di grande interesse invece l’iniziativa della Regione per l’acquisto dei crediti fiscali che, tuttavia, dovrà vedere il pieno coinvolgimento di tutti gli enti strumentali, in primis le Asl, per ottenere una massa finanziaria in grado di sostenere il tessuto produttivo».
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