Sviluppo sostenibile e clima spiegati agli studenti

TERAMO. Una platea attenta, ulteriore segno che il problema dei cambiamenti climatici non lascia indifferenti i giovani. Tutto lascia presupporre che sia notevole l’adesione allo sciopero previsto...
TERAMO. Una platea attenta, ulteriore segno che il problema dei cambiamenti climatici non lascia indifferenti i giovani. Tutto lascia presupporre che sia notevole l’adesione allo sciopero previsto per venerdì. Ieri mattina nell’aula magna dell’istituto “Di Poppa-Rozzi” si è svolto un incontro, organizzato dalla Cgil su “Clima, ambiente, economia, società: l’idea locale dello sviluppo sostenibile e globale”. Tema centrale le conseguenze del cambiamento climatico e le contromisure, molto d’attualità vista la conferenza sul clima organizzata dall’Onu lunedì scorso e che ha visto impegnarsi 66 Paesi a “emissioni zero” di gas serra entro il 2050.
Dopo i saluti della preside Caterina Provvisiero e dell’assessore Valdo Di Bonaventura, la relazione del segretario della Cgil di Teramo Giovanni Timoteo ha introdotto alla relazione di Luigi Di Marco dell’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile che ha illustrato i 17 obiettivi dell’Agenda Onu 2030 per contenere i danni dell’aumento della temperatura. Sono scesi nel particolare della situazione locale Tommaso Navarra, presidente del Parco Gran Sasso-Laga, il rettore dell’università di Teramo Dino Mastrocola e il docente Adolfo Braga, Massimo Fraticelli dell’Osservatorio dell’acqua del Gran Sasso-Laga, Nicola Ferri, dirigente dell’istituto zooprofilattico, Carmine Ranieri, segretario generale della Cgil Abruzzo e Molise e Denis Di Gennaro, coordinatore dell’Udu di Teramo.
Molti gli appelli a fare la propria parte per evitare l’inquinamento, dagli sprechi d’acqua fino all’utilizzo della plastica. Al riguardo Mastrocola ha illustrato l’esperienza dell’università di Teramo, che non solo ha bandito l’uso della plastica, ma ha anche programmi per evitare gli sprechi alimentari e per il riutilizzo degli scarti. Le conclusioni sono state affidate a Simona Fabiani della Cgil nazionale.

