«Svincolo del Lotto zero, nessun accordo»

16 Aprile 2015

Il comitato di quartiere Gammarana smentisce il sindaco e ricorda: pende ancora un ricorso al Tar

TERAMO. «Non c'è alcun accordo sugli espropri per lo svincolo del Lotto zero alla Gammarana». Il presidente del comitato di quartiere Alfonso Marcozzi replica così al sindaco Maurizio Brucchi sugli indennizzi ai proprietari che hanno dovuto cedere al Comune le aree da destinare all'opera. Secondo il primo cittadino non ci sono più ostacoli alla realizzazione dell'intervento, i cui lavori sono ripresi nei giorni scorsi dopo una lunga interruzione. «Nel cantiere ci sono solo una ruspa e un operaio», fa notare Marcozzi, che evidenzia così il ritmo non proprio serrato con cui è ripresa l'attività. A detta del presidente, inoltre, la quantificazione dei risarcimenti da corrispondere a proprietari dei terreni è tutt'altro che definita.

Brucchi ha annunciato la conclusione dell'arbitrato, richiesto dai residenti per fare chiarezza sugli indennizzi, che ha riconosciuto agli espropriati somme superiori a quelle inizialmente calcolate. «La vicenda non è chiusa», replica Marcozzi, «e comunque non si tratta solo di una questione economica come vorrebbe far intendere il sindaco».

Indennizzi a parte, comunque, sull'opera pende un secondo ricorso al Tar presentato dai residenti della zona. «L'amministrazione ha intrapreso lo stesso percorso adottato in precedenza», spiega il presidente del comitato di quartiere, «dal quale sono emerse irregolarità che hanno indotto il tribunale amministrativo ad azzerare la procedura degli espropri». I giudici, dunque, potrebbero confermare il primo pronunciamento e bloccare di nuovo il cantiere appena riaperto. In ogni caso resta tutt'ora in sospeso il pagamento dei risarcimenti ai proprietari per i primi espropri bloccati dal Tar.

Marcozzi fa notare che le affermazioni del sindaco confermano la necessità di versare un indennizzo economico all'impresa appaltatrice per il ritardo accumulato dall'intervento. L'esborso non andrebbe addebitato a chi ha presentato il primo ricorso accolto dal tribunale amministrativo, ma agli errori procedurali commessi dall'amministrazione con la procedura di occupazione d'urgenza dei terreni. «Quei danni chi li paga?», chiede il presidente, «saranno a carico dei cittadini o qualcuno sarà indicato come responsabile amministrativo? Chi ha la responsabilità di quella procedura? E' stata presentata una denuncia alla Corte dei conti?». (g.d.m.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA