Svincolo, i lavori ripartono ed è subito contestazione

11 Luglio 2014

Un proprietario dei terreni reclama i soldi dell’esproprio e minaccia di bloccare l’impresa. Brucchi: si va avanti

TERAMO. I lavori per lo svincolo del Lotto zero alla Gammarana ripartono tra le polemiche. Le ruspe sono tornate ieri mattina a prendere possesso dei terreni da utilizzare per la realizzazione dell'opera, che quattro anni fa era stata bloccata prima da alcuni proprietari delle aree interessate e poi da un ricorso al Tar. Anche stavolta, all'arrivo dei mezzi da cantiere, sono riemerse le tensioni con tentativi di fermare l'apertura del cantiere. Umberto Ricci, uno dei proprietari dei terreni su cui passerà lo svincolo destinato a collegare il tracciato del Lotto zero all'area sportiva dell'Acquaviva, ha platealmente contestato la procedura riavviata dal Comune mettendo i suoi trattori laddove dovrebbero passare le ruspe. «Prima voglio vedere i soldi dell'esproprio», ha scandito senza troppi giri di parole, «e poi vi darò il permesso di passare sulla mia terra». Ricci contesta anche l'entità dell'indennizzo previsto dall'amministrazione comunale, ritenendo che la sua area abbia un valore maggiore rispetto a quello calcolato.

Per il sindaco Maurizio Brucchi, però, non c'è alcun dubbio sulla regolarità degli atti. «Gli espropri sono stati fatti nei termini di legge», fa notare, «pagheremo 20 euro al metro quadro, non mi pare poco per terreni agricoli la cui valutazione è stata superiore alla media». In tutto l'amministrazione sborserà circa 600mila euro per entrare in possesso delle aree destinate allo svincolo del Lotto zero. «Ricci ne avrà 100mila», osserva Brucchi, «non sono proprio bruscolini». Il Comune ha fatto ripartire il cantiere dopo il pronunciamento del Tar sul secondo ricorso presentato contro il progetto dai proprietari che non hanno accettato la nuova procedura di esproprio. «A differenza della volta scorsa il tribunale non ha concesso la sospensiva», chiarisce Brucchi, «ha rinviato la decisione al giudizio di merito, ma questo già vuol dire qualcosa». La decisione del Tar di non bloccare l'opera, secondo il sindaco, significa che il procedimento riavviato dall'ente è corretto, per cui l'opera può andare avanti. «L'interesse di una sola persona o di pochi», tiene a precisare il sindaco, «non può prevalere sulle esigenze della collettività».

Un ulteriore rinvio dei lavori, tra l'altro, comporterebbe il rischio di perdere i circa 2,5 milioni di euro di fondi pubblici stanziati per l'intervento. Brucchi dunque assicura che il cantiere non si fermerà. Nel pomeriggio di ieri è stato fatto un tentativo di superamento della contestazione. L'assessore all'urbanistica Mario Cozzi doveva incontrare i rappresentanti legali e tecnici di Ricci per trovare una possibile intesa che eviti ulteriori strascichi polemici e giudiziari, ma l’incontro è stato rinviato perché Ricci voleva che vi partecipasse anche il sindaco, ieri fuori città. In ogni caso, però, il Comune non vuole perdere altro tempo nella realizzazione di un'opera già costretta a un lungo stop.

Gennaro Della Monica

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