Svincolo lotto zero: il Comune si salva dai maxi risarcimenti

19 Ottobre 2021

TERAMO. Il Tar condanna il Comune di Teramo a pagare qualche migliaio di euro di danni ai proprietari dei terreni espropriati per realizzare lo svincolo del lotto zero e la bretella della Gammarana,...

TERAMO. Il Tar condanna il Comune di Teramo a pagare qualche migliaio di euro di danni ai proprietari dei terreni espropriati per realizzare lo svincolo del lotto zero e la bretella della Gammarana, ma salva l’ente dai maxi risarcimenti richiesti. È questa l’ultima puntata dell’annoso scontro tra alcuni privati del quartiere e il Comune sull’opera poi realizzata, scaduto in più riprese nel contenzioso legale tra le parti.
Sono tre le sentenze dei giudici amministrativi arrivate nei giorni scorsi, per tre ricorsi simili di altrettanti proprietari, che chiedevano il risarcimento dei danni per la prima occupazione dichiarata illegittima.
Si tratta di due cittadini privati: uno aveva chiesto 177mila euro ma ne avrà quattromila, l’altro ne aveva chiesti 45mila e ne avrà 1.500. C’è poi anche una ditta, che aveva chiesto 36mila euro ma ne avrà solo 750. I giudici, infatti, hanno accolto solo parzialmente i ricorsi, riconoscendo i risarcimenti solamente per le occupazioni dei terreni dal 2010 al 10 luglio 2012, quando l’ente ha annullato gli espropri a seguito di un’altra sentenza del Tar favorevole ai proprietari.
La richiesta di risarcimento è stata inoltre accolta dai giudici solamente per quanto riguarda «la perdita del mero godimento del bene», visto che quelle aree non erano edificabili e visto che l’occupazione si è protratta solo per pochi mesi.
Quei terreni sono stati però poi espropriati di nuovo nel 2013 per realizzare il collegamento tra il popoloso quartiere di Teramo, il lotto zero e quindi l’autostrada A24. Proprio su questo, a luglio i proprietari di quei terreni avevano già ricevuto una doccia fredda dal tribunale amministrativo. Il loro ricorso contro la delibera del 2013 con la quale il consiglio comunale aveva approvato il progetto definitivo dell’opera e quindi il nuovo vincolo preordinato all’esproprio, era stato infatti respinto punto su punto dai giudici amministrativi, confermando così altri pronunciamenti arrivati negli anni.
A meno di ulteriori ricorsi in appello al Consiglio di Stato, quindi, si chiude qui una vicenda che ha fatto molto discutere negli anni, con proteste, polemiche e opposizioni, ma che comunque non ha fermato la realizzazione e l’apertura dello svincolo e della bretella della Gammarana.(l.t.)
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