Sì al Daspo urbano tra insulti e polemiche

29 Febbraio 2020

Clima teso in consiglio per la presenza di un gruppo di anarchici e di ultrà. Vota contro solo il Cittadino governante

GIULIANOVA. Approvato in consiglio comunale, con quattordici voti favorevoli e tre contrari la modifica al regolamento di polizia municipale che prevede l’introduzione del Daspo urbano. La votazione favorevole, appoggiata anche da Lega e Idea, sancisce il ricompattamento del centro destra giuliese. È stato un consiglio molto acceso, con la presenza di numerosi agenti delle forze dell’ordine in un’aula consiliare affollata, dove oltre ai numerosi cittadini interessati, era presente un gruppo di anarchici, alcuni ultras del Giulianova calcio e alcuni ragazzi del campetto occupato. Ripetute sono state le interruzioni da parte del presidente del consiglio Paolo Vasanella, con richiami all’ordine, a causa di frizioni fra esponenti della maggioranza e il gruppo di anarchici e ultras del Giulianova, cioè coloro che hanno organizzato la manifestazione di alcuni giorni fa contro il Daspo urbano, ala quale hanno partecipato anche diversi esponenti del gruppo di opposizione del Cittadino Governante. Sono volate parole grossei ed insulti rivolti al sindaco Jwan Costantini, con appellativi come “bastardo” e “fascista”. I responsabili sono stati prontamente espulsi dalla sala, accompagnati dalle forze dell’ordine. Ad illustrare il nuovo regolamento di polizia urbana, l’assessore Marco Di Carlo. «Il regolamento tuttora in vigore», ha detto l’assessore, «risale al 1952, per diversi punti risulta piuttosto obsoleto; abbiamo ritenuto opportuno dotare la città di un nuovo strumento che disciplina varie attività. La regolamentazione proposta è costituita da 24 articoli che riguardano sicurezza e qualità dell’ambiente urbano, salvaguardia del verde, occupazione del suolo pubblico, tutela della quiete, commercio su aeree pubbliche. Nel redigere il nuovo regolamento abbiamo recepito una legge nazionale, il decreto legge 14 del 2017 di Minniti: abbiamo individuato delle zone sensibili come chiese, parchi, scuole e ospedali e zone problematiche come la stazione ed alcune aree del centro storico, dove il decoro e la sicurezza devono essere garantiti. Abbiamo quindi deciso di dotarci di uno strumento accessorio ed abbiamo inserito il Datur, ossia divieto di accesso urbano». In disaccordo con questa misura, ritenuta «repressiva», si è espresso il capogruppo consiliare del Cittadino Governante Franco Arboretti: «Giulianova è sempre stata una città inclusiva ed attenta al welfare, queste misure che l’amministrazione intende introdurre tendono a colpire e a restringere le libertà individuali delle persone più deboli. La nostra cittadina ha bisogno di coesione sociale e convivenza civile: restiamo umani». Tra i vari interventi quello del di maggioranza Paolo Giorgini che ha particolarmente riscaldato gli animi, il quale ha affermato che «c’è stata troppa strumentalizzazione del concetto del Daspo, percepito come un regolamento ispirato al fascismo da un lato, e ad un combattimento partigiano dall’altro». Il sindaco Jwan Costantini, che non è voluto intervenire alla discussione, a margine del consiglio comunale, ha lasciato questa dichiarazione: «Oggi si è scritta la pagina più brutta di questo confronto pubblico», riferendosi in particolare al Cittadino governante, «una forza politica di opposizione che non solo non ha preso le distanze da chi mi ha offeso definendomi “bastardo” ma ha addirittura manifestato assieme a loro in un corteo non contro il Daspo, ma contro le forze dell’ordine e le istituzioni».
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