Sì all’imposta di soggiorno già dal 2016

Giulianova mette d’accordo i Comuni costieri, tutti favorevoli: ma Roseto e Silvi pensano di introdurla tra due anni
GIULIANOVA. I sette Comuni della costa teramana sono tutti d’accordo: sì all’istituzione dell’imposta di soggiorno. La decisione è stata presa ieri mattina, durante una nuova riunione al municipio di Giulianova convocata dal sindaco Francesco Mastromauro e a cui hanno partecipato Paolo Camaioni, sindaco di Martinsicuro, Robert Verrocchio, primo cittadino di Pineto, insieme all’assessore al bilancio Claudio Mongia, e Vito Partipilo, vicesindaco con delega al turismo di Silvi. Erano invece assenti i sindaci Tonia Piccioni di Alba Adriatica, Alessandra Richi di Tortoreto, ed Enio Pavone di Roseto. Dalla riunione è emersa la volontà della maggior parte dei Comuni di istituire l’imposta già dal 2016 (lo stesso Comune di Giulianova ha già previsto l’avvio dell’imposta per la prossima stagione estiva) mentre altri, come Roseto o Silvi, meditano di introdurla nel 2017. Ma la situazione è ancora in divenire, visto che i sindaci devono ora conferire con le relative giunte e consigli comunali. Si potrebbe, dunque, anche partire tutti insieme dal 2016.
«Siamo assolutamente d’accordo sull’opportunità e necessità di promuovere, tutti assieme, i nostri territori», hanno commentato i presenti alla riunione di ieri, tra cui anche gli assessori giuliesi Gianluca Grimi e Germano Giovanardi, «Ce n’è un assoluto bisogno giacché, negli ultimi anni, questa attività sostanzialmente è mancata. Per cui vogliamo avere un ruolo attivo e incidente considerando che il litorale teramano da solo garantisce il 60% delle presenze turistiche nell’intero Abruzzo. Per farlo, ed anche su questo c’è totale condivisone, lo strumento non può che essere l’imposta di soggiorno». Quest’ultima, hanno precisato gli amministratori, non graverà sui cittadini, visto che saranno i turisti a pagarla, e le somme introitate saranno finalizzate al decoro urbano e allo sviluppo delle potenzialità turistiche dei territori.
Sull’imposta di soggiorno si sono già espressi gli operatori turistici giuliesi, uniti nel dire “no” alla sua introduzione. Per ovviare a questo scoglio, i sindaci hanno perciò pensato di far collaborare albergatori e campeggiatori nella scelta della destinazione di parte dei proventi. «Abbiamo stabilito al riguardo», hanno illustrato i sindaci, «che una quota parte delle somme, circa il 40%, verrà destinata ad interventi d’intesa e in stretta collaborazione con gli operatori turistici, sempre in sinergia con le rispettive amministrazioni. Un’altra quota parte delle entrate, il 5%, sarà invece destinata ad operazioni di valorizzazione dell’area vasta comprendente le sette località costiere, secondo progetti condivisi e di largo respiro».
Margherita Totaro
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