«Tablet, nessuna finalità privatistica»
Con l’ex rettore Luciano D’Amico sono stati assolti l’ex preside di Scienze della comunicazione Stefano Traini, accusato di abuso d’ufficio, e Mauro Mattioli all’epoca direttore amministrativo della...
Con l’ex rettore Luciano D’Amico sono stati assolti l’ex preside di Scienze della comunicazione Stefano Traini, accusato di abuso d’ufficio, e Mauro Mattioli all’epoca direttore amministrativo della fondazione dell’ateneo accusato di un episodio di peculato. Sulla questione dei tablet i magistrati così hanno scritto: «La destinazione dei 10 tablet in favore dei tecnici di supporto agli artisti Ficarra e Picone la cui presenza presso l’ateneo aveva una funzione chiaramente promozionale s’inseriva, a titolo di riconoscimento per i lavoro svolto, nell’ambito delle attività di stimolo delle nuove iscrizioni. Trattasi, in sostanza, di finalità propria dell’ente pubblico, che non può non coincidere con la finalità, per così dire, “privatistica” o “estranea”, rappresentata dalla decisione del rettore di rendere tangibile, mediante la consegna dei tablet, la gratitudine dell’ateneo per il lavoro svolto dal personale tecnico». I tre sono stati difesi dagli avvocati Gennaro Lettieri, Renzo Di Sabatino e Tommaso Navarra.

