Tagli all’assistenza, il Comune ci ripensa

7 Agosto 2015

Nuova protesta delle famiglie dei disabili e dell’opposizione. L’assessore Misticoni: il provvedimento può essere modificato

TERAMO. Il Comune verificherà entro due giorni la possibilità di sospendere la compartecipazione economica degli utenti ai servizi assistenziali. Dall’incontro tra l’assessore Valeria Misticoni, i genitori dei disabili scesi in piazza contro il provvedimento che li obbliga a pagare prestazioni finora gratuite e i rappresentanti dell’opposizione consiliare affiora una timida apertura. La richiesta di sospensione della delibera che ha introdotto la contribuzione in base al reddito Isee sarà sottoposta a un esame tecnico e politico che coinvolgerà tutta la giunta.

È improbabile, però, che si arrivi a un’effettiva sospensione del nuovo sistema e si torni, almeno fino a dicembre, alla gratuità completa del servizio. «L'impianto della compartecipazione non è in discussione, possiamo rivedere il meccanismo ma non azzerarlo», spiega Misticoni, «non avrebbe alcun senso dunque farlo per pochi mesi da qui alla fine dell'anno». L'amministrazione è pronta a riconsiderare i livelli di contribuzione, elevando sia la quota di esenzione che quella oltre la quale scatta la copertura economica delle prestazioni a totale carico degli utenti, partendo però da gennaio 2016. Per la revisione a medio termine del provvedimento è stata convocata una riunione tecnica alla quale parteciperanno, oltre all'assessore e ai consiglieri comunali, i rappresentanti delle famiglie, delle associazioni e delle cooperative che gestiscono i servizi.

La parziale apertura non soddisfa i genitori dei disabili e l'opposizione. «Nonostante l'amministrazione abbia capito l’errore compiuto nell’applicazione dei criteri sulla compartecipazione», sostiene il capogruppo del Pd Gianguido D'Alberto, «non ha dato alcuna risposta concreta all’emergenza». I consiglieri di minoranza insistono nel chiedere la sospensione immediata del sistema di pagamento che ha costretto molte famiglie a rinunciare all’assistenza perché troppo costosa. «Il problema si pone per agosto e i prossimi mesi», insiste D'Alberto, «ma la giunta non accetta di fare un passo indietro annullando criteri iniqui e ingiusti». Fabio Berardini del M5S fa notare che la soglia di esenzione fissata sotto i cinquemila euro di reddito Isee deriva da un regolamento comunale del 2004 «quando le condizioni economiche e sociali erano del tutto diverse». Anche secondo Paola Cardelli il riferimento preso dall’amministrazione per calcolare il limite minimo che evita la contribuzione è privo di efficacia tanto da non essere più reperibile neppure sul sito internet dell’ente. «In bilancio è stata iscritta la stessa somma dell’anno scorso per l’assistenza», sottolinea Manola Di Pasquale (Pd), «questo vuol dire che i soldi ci sono per garantire prestazioni gratuite». Il sospetto della minoranza è che l'amministrazione abbia compiuto l'ennesima operazione contabile “furba”. «Nel consuntivo troveremo un risparmio sulle spese per l'assistenza», osserva la consigliera del Pd, «ma a pagarlo saranno stati i cittadini che ora hanno bisogno di aiuto». Maria Cristina Marroni fa notare che il nuovo sistema è stato applicato senza uno studio preliminare da parte dell’amministrazione. «Le comunicazioni agli utenti sono state fatte con semplici fogli fotocopiati», osserva, «e qualcuno si è ritrovato nell’elenco dei rinunciatari al servizio senza saperne nulla». Se il problema sono i soldi, però, l’opposizione è pronta a un gesto concreto di solidarietà. «Riunciamo all'importo dei gettoni di presenza in consiglio comunale da qui a fine anno», annunciano, «per coprire le spese della sospensione immediata della compartecipazione».

Gennaro Della Monica

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