Tagli alla Provincia, i dipendenti in stato di agitazione

TERAMO. C’erano decine di teramani tra gli oltre 400 dipendenti provinciali che hanno manifestato ieri mattina davanti al Palazzo dell'Emiciclo della Regione Abruzzo all'Aquila. Una delegazione...
TERAMO. C’erano decine di teramani tra gli oltre 400 dipendenti provinciali che hanno manifestato ieri mattina davanti al Palazzo dell'Emiciclo della Regione Abruzzo all'Aquila. Una delegazione composta da lavoratori e dai presidenti delle Province è stata ricevuta dal presidente D’Alfonso e dal vice presidente Lolli, chiedendo alla Regione Abruzzo di procedere all’assegnazione delle funzioni ai diversi enti e di prevedere le coperture finanziarie necessarie a garantire i livelli occupazionali e l’erogazione dei servizi. D’Alfonso ha detto che sta già lavorando alla legge di riordino che prevederà il passaggio delle funzioni ma che «senza copertura finanziaria da parte del governo, rimane una pia intenzione. Con il taglio del 50% delle spese del personale a partire da gennaio nessuno sarà in grado di garantire servizi e stipendi».
All'esito dell'incontro i dipendenti della Provincia di Teramo hanno deciso di riunirsi in assemblea e hanno deciso alcune iniziative volte a sensibilizzare l'opinione pubblica sulla reale portata della riforma che, dopo i tagli apportati dalla legge di stabilità, risulterebbe pressochè inattuabile e con pesanti ripercussioni sui servizi offerti ai cittadini dall'ente Provincia. I sindacati, su mandato dell'assemblea, hanno pertanto convenuto di dare avvio allo stato di agitazione a cui faranno seguito ulteriori iniziative di mobilitazione i cui riflessi potrebbero determinare disagi per la cittadinanza.

