Tagli e valzer di personale, no dei sindacati
Comune di Roseto, assemblea dei lavoratori dopo il rifiuto di Pavone a rimandare l’adozione del piano
ROSETO. È prevista per mercoledì un’assemblea con tutti i dipendenti del Comune di Roseto per decidere il percorso da intraprendere affinché l’amministrazione torni a sedersi a un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali e le Rsu. Oggetto del contendere la proposta di razionalizzazione di uffici e servizi comunali con conseguente revisione della dotazione organica e rotazione dei dirigenti che la giunta dovrebbe approvare giovedì.
La proposta prevede un taglio di 44 dipendenti, il che darebbe il via al progetto di esternalizzazione di alcuni servizi, peraltro già in parte avviato per trasporto scolastico e nettezza urbana. «La nostra posizione sull’esternalizzazione è in linea di principio contraria», sottolinea Andrea Salvi, segretario provinciale Fp Cisl, «dove però l’esternalizzazione stessa abbia a oggetto servizi privi di dipendenti e si dimostri, documenti alla mano, che si otterrebbero consistenti risparmi, se ne potrebbe parlare. Per la riorganizzazione della struttura comunale, quand’anche sia legittima, riteniamo non opportuno che venga realizzata a fine mandato. Sarebbe stato opportuno rinviare, come con insistenza richiesto, di una settimana la decisione, per permettere al personale di esprimersi». Contraria sia nei tempi che nella modalità la Cgil. «In primis è la filosofia della revisione della dotazione organica che non ci convince» dice infatti Amedeo Marcattili, segretario provinciale Fp Cgil «dividere in due settori urbanistica ed edilizia privata che senso ha? Perchè? Il sindaco non ha risposto. Secondo esempio: il servizio di segreteria generale attualmente conta 7 dipendenti, vengono assegnate a questo servizio anche il contenzioso tributario e legale ma si propone che la dotazione organica sia di sole 4 unità, significa che tutta una serie di servizi verranno esternalizzati? Siamo assolutamente contrari».
I sindacati hanno proposto che la giunta non deliberi giovedì, chiedendo di aprire un tavolo di confronto, ma la controparte ha ribadito che non ci sono i termini per cambiare la proposta. «E’ palese», conclude Tonino Di Giammartino, segretario provinciale Fp Uil «che il loro interesse non è migliorare l’efficienza della macchina amministrativa ma solo di ridurre l’autonomia gestionale dei dirigenti e procedere all’esternalizzazione di alcuni servizi. Per questo abbiamo preannunciato il congelamento delle relazioni sindacali, stato di agitazione e sciopero generale. Il tutto dovrà essere condiviso in assemblea con il personale il 4 novembre».
Federico Centola
©RIPRODUZIONE RISERVATA

