Tagliati dieci posti letto all’ospedale

7 Ottobre 2016

Dopo la fine dell’accorpamento estivo ridotti i reparti di chirurgia e ortopedia. Il personale: a rischio i ricoveri lunghi

GIULIANOVA. Dopo l’accorpamento estivo i due reparti di chirurgia e ortopedia dell’ospedale di Giulianova sono tornati autonomi il 18 settembre con pesanti tagli: dei 20 posti letto a reparto precedenti ora ne sono rimasti solo 15 ciascuno. Il rischio, in realtà una probabilità che si va facendo più concreta ogni giorno che passa, è che i due reparti diventino day surgery, ossia che non siano più abilitati a ricoveri lunghi (e quindi a interventi complessi), ma solo a ricoveri giornalieri.

Durante il periodo estivo, come accaduto negli altri ospedali della provincia, i due reparti, nonostante le proteste di medici e infermieri, sono stati accorpati: da 20 posti letto (più due di day surgery) a reparto, ne sono rimasti solo 9 a reparto. Anche il personale medico e infermieristico è stato dimezzato. A differenza degli altri ospedali, però, con il reintegro dei due reparti, sono spariti 5 posti letto da ogni piano. Se chirurgia e ortopedia dovessero diventare realmente day surgery non potranno essere più eseguiti interventi complessi che implicano il ricovero come la rottura del femore o altro. I pazienti, allora, dovranno essere dirottati verso altri ospedali. Ma, con Teramo sempre pieno, si dovrà optare per altri lidi, addirittura fuori regione. E ciò perché, negli altri ospedali non sono stati aumentati i posti letto. Di questo passo, lamentano medici e infermieri, a Giulianova rimarranno solo i reparti di lungodegenza e medicina, perché sarà privato dei suoi fiori all’occhiello. L’anno scorso, ad esempio, chirurgia ha effettuato 1200 interventi e ortopedia 500, cifre che verranno confermate anche per il 2016. E tutto ciò con la cronica carenza di personale che da moltissimo tempo riguarda il Maria Santissima dello Splendore. A ortopedia, ad esempio, manca da 4 mesi un infermiere in sala gessi e un medico che doveva arrivare a marzo è arrivato il 1 settembre e sarà presto trasferito a Sant’Omero. Un’altra novità riguarderà i medici: chirurghi e ortopedici potranno venire a operare a Giulianova portando i loro pazienti dagli ospedali di provenienza. Anche cardiologia non se la passa bene. Il primario è andato via all’inizio dell’estate ma, secondo il nuovo piano del personale ci sarà un solo direttore per le due unità cardiologiche di Teramo e Giulianova. Insomma, per l’ospedale giuliese non c’è pace. Medici e infermieri sono sempre più preoccupati (e arrabbiati) per il futuro del complesso, visto anche l’impegno che giornalmente mettono nella cura del paziente. Un appello viene rivolto alla politica accusata di non far nulla per salvaguardare l’ospedale giuliese. La settimana scorsa il Pd locale ha organizzato un incontro con l’assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci. Durante l’incontro si è parlato del nuovo ospedale ma senza affrontare i problemi del vecchio.

Margherita Totaro

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