Taglio del nastro alla nuova Risorgimento

7 Novembre 2017

Il primo cittadino: «Queste sono le cose che valgono, i fatti che mi piacciono e per i quali lavoriamo»

TERAMO. Il taglio del nastro e i brani cantati dagli alunni. Sono stati questi i due momenti principali, ieri mattina, della riapertura della scuola elementare Risorgimento. La struttura è tornata in funzione nove mesi dopo l'ordinanza d'inagibilità che ne aveva imposto la chiusura per i danni causati dal terremoto. Quel provvedimento era stato firmato dal sindaco Maurizio Brucchi, disponendo il trasloco dei 147 alunni all'ex Parco della scienza, Alle 8.30 di ieri, invece, il primo cittadino ha impugnato le forbici per il gesto di rito che ha sancito la conclusione degli interventi di consolidamento dell'edificio e il ritorno dei ragazzi costretti al trasferimento forzato. Tra sorrisi, strette di mano e abbracci il sindaco ha ricordato l'impegno dell'amministrazione e la stretta collaborazione con la dirigenza scolastica davanti a genitori, insegnanti e bambini radunati all'ingresso della scuola. «Queste sono le cose che valgono», ha detto Brucchi riferendosi alle polemiche interne alla maggioranza, «i fatti che mi piacciono e per i quali lavoriamo».
La riapertura della Risorgimento per il sindaco è il simbolo dell'efficacia dell'amministrazione che smentisce le accuse d'incapacità. Dopo la cerimonia Brucchi, nella palestra della scuola appena rimessa a nuovo, ha incontrato i genitori degli alunni per illustrare i lavori realizzati per aumentare il grado di resistenza sismica della struttura. «L'opera però non è ancora finita», ha ricordato il primo cittadino, «in estate realizzeremo ulteriori interventi». Con i 350mila euro donati dalla catena di supermercati Conad e i 450mila euro residui dai fondi per il terremoto del 2009 l'edificio, dotato anche di nuove tecnologie come le lavagne multimediali, sarà portata al massimo grado di sicurezza. (g.d.m.)
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