Taglio della riserva Borsacchio: in arrivo ricorsi per annullarlo

31 Dicembre 2023

Il sindaco Nugnes: «Non staremo fermi». Il costituzionalista Di Salvatore: «La modifica è illegittima» Coro di proteste di partiti e associazioni, ma gli agricoltori della zona esultano: «Corretto un pasticcio»

ROSETO. Ci potrebbero essere dei ricorsi da parte del Comune di Roseto e di altri soggetti contro l’emendamento, approvato in consiglio regionale, che taglia la riserva del Borsacchio, ma bisognerà valutare la competenza e il tribunale davanti a cui opporsi. «Di certo non staremo fermi», dichiara il sindaco Mario Nugnes, «ma è necessario valutare attentamente come muoversi». Il docente di diritto costituzionale Enzo Di Salvatore sostiene che la modifica «è palesemente illegittima: una riduzione cospicua dell’area di una riserva naturale equivale a nuova istituzione della stessa», e istituire una riserva comporta un iter di legge ben preciso che in questo caso non è stato seguito.
Il taglio della riserva, passata da 1.100 ettari a circa 25 ettari (resta solo il tratto di costa lungo 1,8 chilometri fino alla ferrovia), ha scatenato tante reazioni, politiche e di associazioni ambientaliste, contrarie alla scelta. Invece l’associazione Agricoltori, proprietari e residenti Roseto Borsacchio, che per le Guide del Borsacchio non risulta registrata, ringrazia il consiglio regionale «per aver corretto il pasticcio di 18 anni fa e riportato la riserva alla proposta originaria», e precisa che «se venisse impugnato perché è mancato il confronto con il Comune, verrebbe coinvolto subito anche l’iter istitutivo della riserva di 18 anni fa. Era stata infatti vagliata solo la relazione accompagnatoria che istituiva la riserva, una trentina di ettari, e con un blitz notturno fu portata a 1.100 ettari». Non è così però per le Guide del Borsacchio, che in una nota evidenziano un refuso nell’occasione della nascita della riserva. «Nel titolo dell’articolo di legge», dicono le guide, «veniva riportato 110 ettari, mentre cartografie e testo riportavano circa 1.100 ettari, ma nessuno ha mai messo in dubbio l'estensione. Erano anni diversi, con metodi manuali, ed errori di battitura capitavano». Il consigliere regionale del Pd Dino Pepe cerca di fare chiarezza su ciò che è successo al momento della votazione dell’emendamento: «L’emendamento è arrivato in consiglio alle tre del mattino, senza dare la possibilità alle opposizioni di leggerlo e valutare proposte di modifica. In queste ore poi si è appreso che l’emendamento non è stato concordato neppure con il territorio interessato e con la comunità rosetana, su cui insiste l’area oggetto del provvedimento». Contro il taglio della riserva è anche Luciano D’Amico, candidato per il centrosinistra alla presidenza regionale. «La destra in Abruzzo si conferma molto poco attenta alla costituzionalità delle norme», sottolinea D’Amico, «come già accaduto in precedenza con la riperimetrazione del Parco Sirente Velino».
Tra le forze politiche contrarie alla riduzione della riserva c’è il Partito democratico, sia a livello regionale con il segretario Daniele Marinelli, sia a livello locale con la segretaria Emanuela Ferretti. «È una scelta intollerabile, sbagliata e arrogante nella sostanza e nel metodo, che la dice lunga sulla visione del territorio della destra», dice Marinelli, mentre Ferretti pone dubbi sul provvedimento. «Se nessuno a Roseto, né Comune, né i cittadini, né i portatori di interesse ha richiesto un’azione del genere», aggiunge Ferretti, «chi è stato allora suggerire un’azione così sconsiderata?». Tra i partiti contro il taglio ci sono anche Rifondazione Comunista con il segretario nazionale Maurizio Acerbo (che è anche coordinatore di Unione Popolare), Italia Viva con il segretario provinciale Luciano Monticelli e i rappresentanti locali Giovanni Proti e Marco Angelini, il Movimento 5 stelle a livello locale e provinciale, Europa Verde insieme a Sinistra italiana. Infine anche Legambiente e Wwf Teramo criticano fortemente la riduzione del perimetro della riserva del Borsacchio. «Nel 2023 si dovrebbero istituire nuove aree protette», si legge nella nota del Wwf «e invece nell’Abruzzo di Marsilio vengono tagliate», mentre Legambiente solleva dubbi sull’iter che ha portato alla votazione dell’emendamento.
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