Taglio di alberi, in tre a processo

Sono accusati di non aver rispettato le prescrizioni del Parco
TERAMO. Secondo l’accusa sarebbero responsabili di un danno ambientale per aver tagliato, in maniera difforme a quanto previsto, tutta una serie di alberi a Valle Castellana in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico. Un’accusa che ha visto finire a processo tre persone davanti al giudice Enrico Pompei, con il procedimento a loro carico che ieri sarebbe dovuto andare a sentenza. Ma a sorpresa il pm di udienza ha chiesto la nomina di un ctu per una perizia sulla valutazione del presunto danno ambientale, con il processo rinviato al prossimo 30 aprile per la nomina del consulente.
Davanti al giudice, come imputati, ci sono Emiliano Pompei, in qualità di direttore dei lavori, Domenico Proietti quale responsabile del taglio boschivo e Battista Marzicola all’epoca presidente dell’amministrazione separata di beni di dominio collettivo di Pietralta di Valle Castellana, tutti accusati di opere eseguite in assenza o in difformità di autorizzazione. A Pompei, inoltre, viene contestato in qualità di direttore dei lavori firmatario della comunicazione di fine lavori e richiesta di collaudo all’Ispettorato dipartimentale delle foreste di Teramo anche il reato di falso. La Procura, infatti, come si legge nel capo di imputazione, gli contesta di aver attestato «falsamente che i lavori di taglio boschivo per uso civico di legnatico 2012-2013 in località Settefonti erano stati regolarmente realizzati in conformità al progetto esecutivo , mentre in realtà erano stati effettuati in totale difformità». I fatti contestati ai tre risalgono a qualche anno fa, quando l’amministrazione separata effettuò alcuni lavori relativi al taglio di alberi per uso civico in un’are ricadente nel Parco nazionale del Gran Sasso Monti della Laga. Un taglio che però, secondo la Forestale, sarebbe stato effettuato in maniera difforme da quanto previsto. I tre sono difesi dall’avvocato Giuseppe Gliatta.(a.m.)

