Tamponi fatti da privati «Qui si rischia il collasso»

1 Novembre 2020

L’esame non è riconosciuto dalla Asl che lo ripete e nelle scuole salta il protocollo D’Alberto: «Tanti i contagi, ma la sorveglianza attiva non parte e la Regione tace»

TERAMO. La questione del mancato raccordo tra laboratori privati e sistema sanitario pubblico abruzzese nell’esecuzione dei tamponi per la diagnosi di Covid-19 sta creando sempre più criticità legate alla mancata notifica dei casi positivi e, laddove vengono comunicati, all’impossibilità da parte della Asl di riconoscerne il risultato per cui ed essere costretta a effettuare un nuovo test.
Una situazione che si sta riverberando prepotentemente sulle scuole, rischiando come evidenziato dal sindaco Gianguido D’Alberto, di «far collassare un sistema come quello dell'istruzione, che al contrario sta funzionando benissimo nel massimo rispetto dei protocolli». Sono sempre più numerosi, infatti, i casi di bambini sottoposti a tampone nei laboratori privati, con i risultati che corrono di bocca in bocca ma senza che né la scuola né l’Azienda sanitaria possano attivare i relativi protocolli. «In questi giorni ho ricevuto diverse segnalazioni dalle presidi», riferisce il primo cittadino: «il problema è che non essendoci un’ordinanza della Regione che disciplini i rapporti tra i laboratori privati e le Asl i risultati dei tamponi effettuati privatamente non sono validati. Il risultato è che spesso i risultati non vengono comunicati e quando vengono comunicati la Asl deve comunque ripetere il tampone. E fino al momento del nuovo risultato si crea un vuoto». E così nelle scuole si creano situazioni di tensione , con genitori spaventati e presidi e insegnanti che non sanno cosa fare. «Quello che sta succedendo è che un bambino va a fare il tampone in un laboratorio privato, risulta positivo, lo sanno tutti perché i genitori dei compagni di classe ne vengono a conoscenza e si genera il caos», spiega il sindaco, «perché a quel punto ci chiama la preside che però non può attivare alcun protocollo, così come non può farlo la Asl se non viene effettuato un nuovo tampone. Per un disfunzionamento del protocollo, sul quale la Regione nonostante le nostre sollecitazioni resta in silenzio, si rischia di far collassare il sistema». Per D’Alberto, inoltre, la messa a sistema dei laboratori privati con le Asl permetterebbe anche di prevenire ogni possibile tentativo di speculazione sulla gestione dei costi, garantendo contestualmente la sicurezza della loro esecuzione. «La situazione di affanno che si sta creando ha fatto anche saltare completamente il sistema di tracciamento», conclude il primo cittadino. «Ad oggi infatti, nonostante l'alto numero di contagi, abbiamo solo una trentina di persone in sorveglianza attiva».