Tancredi e Di Dalmazio: Gatti non deve parlare di traditori

2 Dicembre 2014

Deleghe in Provincia, i due capicorrente del centrodestra difendono Vagnoni e Tonia Piccioni e replicano alle accuse di Forza Italia: «In questa fase è giusto collaborare con Di Sabatino»

TERAMO. Mauro Di Dalmazio e Paolo Tancredi respingono al mittente le accuse di tradimento e inciucio che i “gattiani” hanno formulato contro Tonia Piccioni e Massimo Vagnoni. I due consiglieri provinciali di centrodestra, accettando le deleghe attribuite dal presidente Renzo Di Sabatino, hanno sollevato le ire di Forza Italia, che ha preso le distanze dall’accordo trasversale.

Se per Tonia Piccioni la questione è interna a Forza Italia, il caso Vagnoni ripropone il tema dello scontro tra “correnti” nel centrodestra teramano. Il consigliere di Martinsicuro, infatti, è espressione della lista di Tancredi e Di Dalmazio. I due leader, in aperta contrapposizione con Paolo Gatti, difendono la scelta dell’appoggio istituzionale a Di Sabatino finalizzato alla costruzione di risposte condivise ai problemi dei territori.

«Quella di Vagnoni e degli altri consiglieri è stata una scelta di maturità politica in una fase costituente della Provincia che sta lavorando alla costruzione di nuove regole», dice Di Dalmazio. «Era anacronistico e improduttivo andare a uno scontro. Le posizioni politiche e culturali restano distinte ma un confronto in questa fase è utile a elevare la collaborazione istituzionale». Di Dalmazio coglie l’occasione anche per fare chiarezza sugli attriti con Forza Italia. «Ho già avuto modo di prendere le distanze dal partito al momento delle scelte sulle candidature fatte alle amministrative di Giulianova. Già all’epoca le mie riflessioni mi portarono a candidarmi alle regionali in una civica piuttosto che con Forza Italia o Ncd. Cosa stia succedendo in Forza Italia non mi riguarda, ma per ridisegnare scenari di dialogo futuri occorre avere un progetto che al momento non c’è. Difficile trovare le ragioni per stare insieme quando dall’altra parte ci sono interlocutori che fanno scelte individualistiche che fanno venire meno le logiche di gruppo. Il dialogo va bene», conclude Di Dalmazio, «soprattutto nelle amministrazioni, ma vincoli di coalizione per quanto mi riguarda non ci sono».

Rincara la dose il deputato Ncd Paolo Tancredi che definisce «fuori luogo» l’etichetta di “traditori” rivolta a Vagnoni e Piccioni. «La nostra lista alle provinciali ha portato più consensi di Forza Italia alla causa di Astolfi e se ora c’è un’apertura istituzionale da parte di Di Sabatino va approfondita. E’ chiaro che se Di Sabatino pensa di fare giochetti politici prendendo a destra e manca a seconda di ciò che gli conviene noi non saremo disponibili», specifica Tancredi. «Per ora c’è un’apertura, ed è ridicolo parlare di tradimento da parte di chi alla vigilia delle elezioni diceva che le Province e le elezioni provinciali non servivano a nulla (si riferisce a Gatti, ndc)».

Intanto anche il trio composto da Vagnoni e dagli altri consiglieri Graziano Ciapanna e Nicola Di Marco ha replicato ai consiglieri forzisti: «Le strumentali accuse rivolte appaiono dettate da logiche distanti dalle necessità dei territori e più funzionali, a scaricare su altri, evidenti problemi di gestione interna. Il nostro gruppo», si legge in una nota congiunta, «continuerà a lavorare nell’interesse di tutti senza accettare lezioni politiche da chi in passato non ha dato grandi prove di chiara appartenenza al centrodestra» .

Marianna De Troia

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