Tancredi e Di Sabatino «Gatti non ci può usare»

7 Dicembre 2016

Comune in bilico, il deputato Ncd: «Saremo gli ultimi ad abbandonare il sindaco» “Teramo soprattutto” al bivio: entrare in giunta o chiudere con la maggioranza

TERAMO. «E lo chiedi a noi?». Si può sintetizzare in una domanda la risposta di Alfonso "Dodo" Di Sabatino Martina e Paolo Tancredi alla sollecitazione rivoltagli da Paolo Gatti sul destino dell'amministrazione comunale. Sia l'ex vicesindaco, attuale capogruppo di "Teramo soprattutto", che il deputato dell'Ncd rispediscono di fatto al mittente la richiesta di chiarimenti sulla loro collocazione alla luce del risultato referendario che li ha visti sconfitti in quanto sostenitori del Sì in antitesi al resto del centrodestra.

Che ne sarà, dunque, del sindaco Maurizio Brucchi? Di Sabatino Martina ripassa il cerino a Gatti. «Lo devo dire io?», domanda, «dipende anche da come si comporterà lui». Il fondatore di “Teramo soprattutto” imputa a “Futuro in” una sorta di ambiguità di fondo che lo porta a rivestire il duplice ruolo di gruppo di maggioranza relativa ma anche di sferzante critico del primo cittadino. «Noi non creiamo associazioni parallele», sottolinea, «abbiamo detto quello che pensavamo su cose che, però, sono rimaste disattese». “Teramo soprattutto”, pur rivendicando l’appoggio «leale e incondizionato» offerto finora all’amministrazione, cambierà strategia. Tramonta l’appoggio esterno che finora non ha pagato. «C’abbiamo provato», ammette Di Sabatino Martina, «ma il nostro atteggiamento non è stato compreso».

Non restano, di conseguenza, che due opzioni praticabili: «Rientrare dalla porta principale o chiudere». Il che significa che “Teramo soprattutto” è pronta a esordire in giunta, ma «con un ruolo pesante». Servirà una riflessione che, sebbene veloce come auspica Di Sabatino Martina, comporterà un ulteriore rimpasto dopo quello di giugno in cui rimettere in circolo anche l’assessorato lasciato da Marco Chiarini. Lapidario il commento di Tancredi. «Gatti non usi noi come pretesto», scandisce, «se qualcosa non gli va bene, cerchi scuse altrove». Il risultato del referendum non cambia l’orientamento dell’Ncd in Comune. «Saremo gli ultimi ad abbandonare la maggioranza», precisa il parlamentare, «non abbiamo mai avuto tentennamenti su questo». Semmai, il risultato referendario rimette in discussione il percorso di avvicinamento del partito al Pd a livello regionale, ma in città tutto resta come prima. «Non abbiamo fatto una piega», sottolinea Tancredi, «anche dopo che mio fratello si è dovuto dimettere da assessore». Tocca a “Futuro in” tagliare il filo che tiene in piedi la maggioranza.

Ancora più stringata è la valutazione di Brucchi. «Una riflessione dopo il referendum va fatta, è normale», evidenzia, «coinvolgerà tutti i livelli e dunque anche il Comune». Nel frattempo ripartirà ufficialmente la campagna elettorale per il Parlamento. ©RIPRODUZIONE RISERVATA