Tancredi: «Non andrò a votare»

13 Aprile 2016

Il deputato: sono per il No ma spero che il referendum fallisca

TERAMO. «Spero che il referendum sulle trivelle sia un fallimento. Per questo, anche se schierato sul fronte del No, non andrò a votare». Così prende posizione il deputato Ncd Paolo Tancredi alla vigilia del referendum sulle trivelle che chiama i cittadini ad esprimersi se abolire oppure no la norma che consente alle società petrolifere già in possesso delle relative concessioni di estrarre gas e petrolio entro le 12 miglia marine fino all'esaurimento del giacimento. Tancredi è a favore e così spiega le sue ragioni. «Pensare che le fonti rinnovabili possano sostituire il petrolio e le fonti fossili è pura idiozia. Tutti i Paesi avanzati continuano a perforare perché il petrolio sarà ancora la fonte dei prossimi millenni. In Italia il settore delle perforazioni ha raggiunto una tecnologia elevatissima, ed è una importante fonte di lavoro. Ci riscaldiamo con l'acqua calda, viaggiamo in aereo e in macchina e poi chiediamo di abrogare la norma sulle estrazioni. E' follia».

Tancredi interviene anche sugli aspetti ambientali ed economici. «E' assurdo che gli italiani paghino ogni anno 18 miliardi di euro di contributi per gli incentivi alle fonti rinnovabili, che poi vanno nelle tasche di pochi e non creano economia. Così come non investono in tecnologia, creando mostri in silicio che devastano i terreni agricoli. Le trivellazioni e le piattaforme in mare finora non hanno mai provocato disastri ambientali, anzi sono state attrattori di fauna ittica. Ciò che provoca inquinamento in mare sono gli scarichi dei fiumi, l'assenza di depuratori e dissennate politiche dei rifiuti, ma non certamente le trivellazioni. A mia memoria l'unico incidente che ricordi legati a impianti di produzione di energia è quello del Vajont, cioè in un bacino idroelettrico artificiale, dunque ancora una fonte rinnovabile».(m.d.t.)

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