Tanti studenti all’incontro con Costanza

23 Aprile 2017

ATRI. E’ l’unico sopravvissuto della strage di Capaci. Giuseppe Costanza, autista di Giovanni Falcone, ha incontrato numerosi studenti e cittadini nell’auditorium Sant’Agostino di Atri. Durante l’iniz...

ATRI. E’ l’unico sopravvissuto della strage di Capaci. Giuseppe Costanza, autista di Giovanni Falcone, ha incontrato numerosi studenti e cittadini nell’auditorium Sant’Agostino di Atri. Durante l’iniziativa – curata dall’istituto scolastico Zoli, capofila del progetto nazionale sulla legalità “Ti spiego la Mafia. Parola di Tutor” – è stato infatti presentato il libro “Stato di abbandono” (Edizioni Minerva) di Riccardo Tessarini sulla storia di Costanza, alla presenza dell’autore. «E’ stata una mattinata interessante e emozionante», ha detto la professoressa Pompea Mocciola, curatrice del progetto – è stata una importante occasione per gli studenti e non solo di incontrare una figura poco nota, ma molto rilevante per comprendere appieno questa pagina della nostra storia». «Siamo molto orgogliosi», ha aggiunto la dirigente scolastica dello Zoli Daniela Magno, «per aver avuto l’opportunità di essere scuola capofila di questo importante progetto nazionale sulla legalità e di aver potuto quindi organizzare un incontro così importante e di spessore per i ragazzi e la cittadinanza. Un progetto importante che ha come finalità il far acquisire una coscienza civile, costituzionale e democratica oltre alla capacità di discutere, affrontare problemi e indicare soluzioni. I ragazzi hanno mostrato vivo interesse e passione per l’argomento e hanno realizzato lavori davvero significativi». «Ospitare ad Atri Giuseppe Costanza», ha commentato il sindaco Gabriele Astolfi, «è stato per noi motivo di vanto e di orgoglio. «Siamo molto fieri di questo incontro nella nostra città con i ragazzi delle nostre scuole», ha aggiunto l’assessore alla cultura Domenico Felicione, «è stata una mattinata significativa che tutti porteranno dentro. Il libro su Costanza e le sue parole ricordano quanto la sua storia sia stata poco conosciuta. Raramente intervistato in televisione, in passato addirittura solo tra il pubblico di alcuni programmi, una sorta di affronto se vogliamo, eppure una storia da raccontare importante e dal grande valore. Ai ragazzi credo sia passato il messaggio di reagire e non essere indifferenti, di indignarsi di fronte a quello che ci dicono o non ci dicono».