«Tanto rumore per nulla, bastava aspettare»
Il titolare dell’Arlecchino sull’ordinanza di demolizione: il Riesame ha dichiarato tutto prescritto
GIULIANOVA. «Tanto rumore per nulla». Così il titolare del lido Arlecchino commenta l’ordinanza di demolizione di abusi edilizi nello chalet, inviata dal Comune.
«Il quasi ex responsabile dell’ufficio tecnico comunale, Flaviano Core, contesta 10 presunti abusi che sono presenti da 11 anni», dice Morgan Di Concetto, «ma il tribunale di Teramo ha ritenuto che solo 7 possono configurarsi come abusi, sempre presunti; il tribunale del riesame inoltre li ha dichiarati prescritti e comunque, qualora fossero accertati abusivi, di facile rimozione. La Finanziaria 2018 ha previsto che per abusi di facile rimozione, gli stessi possano essere non rimossi fino al 31 dicembre 2020. Se ne conclude che non c’è nessuna opera muraria da rimuovere e che l’ordinanza è probabilmente inutile e, se gli uffici avessero aspettato 24 ore, e letto le motivazioni del Riesame sul dissequestro, avrebbero risparmiato tempo e lavoro». Nelle motivazioni del provvedimento di dissequestro della struttura, il tribunale del riesame ha rilevato che per il primo abuso la concessionaria era «stata già assolta il 20 ottobre del 2011 perché il fatto non sussiste a fronte della natura precaria e facilmente rimovibile delle opere». Per gli altri 6 si tratta di opere di poco conto, facilmente rimovibili o di meri cambi di destinazione d’uso. «Il collegio del riesame», aggiunge Morgan Di Concetto, «sancisce che lo stato di fatto attuale è quello del 2008, come a suo tempo dichiarato, tra le altre amministrazioni pubbliche intervenute alla certificazione della fine lavori, anche dal Comune, e che, per tanto, qualsiasi reato penale relativo a presunti abusi, sarebbe prescritto, restando tuttavia impregiudicata la potestà dell’amministrazione di richiedere la rimozione di eventuali abusi accertati».
Mirella Lelli
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