Tar, sospesa la chiusura delle Poste di Cologna Paese e Montepagano

11 Agosto 2015

Il tribunale ha accolto la richiesta del Comune di Roseto in attesa della decisione definitiva Il sindaco Pavone: «Siamo fiduciosi che anche l’esito finale sarà positivo»

ROSETO. Il Tar Abruzzo ha accolto la richiesta di sospensiva del provvedimento di chiusura, che era fissata per il prossimo 7 settembre, degli uffici postali di Cologna Paese e Montepagano. Una risposta fulminea quella del Tar, visto che il Comune aveva annunciato appena qualche giorno la presentazione del ricorso contro la decisione di Poste italiane, riproposta ancora una volta il 6 luglio scorso dopo averlo fatto già all’inizio del 2015. Non a caso il sindaco Enio Pavone aveva definito la vicenda «una telenovela», che tra l’altro era stata anche oggetto di una risoluzione urgente approvata in consiglio comunale lo scorso 10 febbraio e che venne anche trasmessa al presidente della Regione e ai parlamentari Teramani. Tutto ciò portò a una sospensione della preannunciata chiusura, prevista per il 13 aprile. Quattro mesi dopo, cioè ieri, arriva la sospensione bis, questa volta decisa dal Tar. «Apprendiamo con estrema soddisfazione che c’è stato un primo provvedimento che intanto impedisce la chiusura dei due uffici postali per il prossimo 7 settembre e siamo fiduciosi per un esito positivo, in merito alle nostre richieste, in camera di consiglio», sottolinea il sindaco Pavone, «ancora una volta la nostra amministrazione dimostra la sua grande attenzione verso le esigenze del proprio territorio e prosegue la sua battaglia amministrativa e politica contro una decisione, quella di chiudere gli uffici postali di Cologna Paese e Montepagano, che reputa ingiusta e dannosa per la città di Roseto e per i suoi cittadini». La notizia è stata accolta con particolare soddisfazione dagli abitanti di Cologna Paese e quelli di Montepagano, da anni alle prese con un continuo impoverimento di entrambe le frazioni, spogliate costantemente di numerosi servizi di pubblica utilità, come appunto l’ufficio postale, peraltro a Montepagano aperto due soli giorni la settimana, o l’unico sportello bancario già chiuso da tempo. Un grave disagio per l’intera comunità paganese, soprattutto per gli anziani, che rappresentano la stragrande maggioranza dei residenti, i quali dovranno farsi accompagnare anche per ritirare la pensione. «Se l’ufficio postale dovesse chiudere», sottolinea un residente dell’antico borgo, «si tratterebbe di un altro colpo durissimo per Montepagano, che andrà ad aumentare l’esodo quotidiano di centinaia di paganesi, ormai costretti a spostarsi in automobile anche per le mansioni più banali. Un cambiamento epocale rispetto agli anni 70/80, quando invece a Montegano venivano persone da ogni parte della provincia perché qui c’era lavoro per tutti grazie al movimento cooperativistico. La politica deve invertire questa tendenza, altrimenti l’antico borgo che ha dato i natali a Roseto, finirà per sempre».

Federico Centola

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