Tariffa dei rifiuti, l’opposizione: «Il Comune restituisca i soldi»

Rosaria Ciancaione: «Non è il caso per l’ente di avventurarsi in un ricorso al Consiglio di Stato» Di Giuseppe (FdI): «Vediamo ora come fanno a recuperare 900mila euro. Dovrebbero dimettersi»
ROSETO. Critiche dall’opposizione all’amministrazione comunale dopo la sentenza del Tar Abruzzo sulle tariffe dei rifiuti 2023, che ha accolto il ricorso proposto dalla cooperativa balneatori Roseto-Pineto e dall’associazione Roseto Incoming contro il Comune di Roseto, l’Agir (autorità integrata rifiuti urbani della Regione Abruzzo) e la Diodoro Ecologia, e ha annullato i provvedimenti adottati in merito dal Comune. Per la consigliera e capogruppo dei Liberi Progressisti, Rosaria Ciancaione, «la sentenza sancisce ancora una volta che, in materia di politica tributaria, il Comune di Roseto non lavora bene», mentre per il consigliere e capogruppo di Fratelli d’Italia, Francesco Di Giuseppe, «è l’ennesima sconfitta per l’amministrazione Nugnes. Chiediamo le dimissioni della presidente del consiglio comunale e del sindaco». Dalla maggioranza, invece, al momento non arrivano dichiarazioni.
«Nelle delibere annullate, che portano il mio voto, non sono state adeguatamente motivate le circostanze straordinarie che avrebbero pregiudicato gli obiettivi indicati nel Pef 2022-2025, con la conseguente richiesta ai cittadini di somme non dovute per la Tari 2023», continua Ciancaione, «mi auguro che questa volta il Comune dia seguito alla sentenza, procedendo alla restituzione delle maggiori somme richieste ai cittadini senza incunearsi in un ricorso al Consiglio di Stato con costi elevati, che si ripercuoterebbero sulla capacità di spesa dell’ente riducendone i servizi». Il tema è stato affrontato più volte da Ciancaione a partire dal 2017, proseguendo poi con diverse mozioni in consiglio, compresa quella approvata all’unanimità il 26 maggio 2022, e integrata con un emendamento della maggioranza, in riferimento alla Tari 2018, sempre in seguito a un’altra sentenza del Tar. «Secondo la mozione», conclude Ciancaione, «il Comune doveva predisporre entro tre mesi un piano di rimborso anche pluriennale per restituire in tre/cinque anni le maggiori somme pagate, ma a distanza di un mese dall’approvazione, anziché procedere come deliberato, l’amministrazione Nugnes si oppose in Cassazione a ben 20 sentenze. Il Comune deve procedere alla restituzione delle maggiori somme ai cittadini, sia nel caso della Tari 2018 sia per quella del 2023».
Di Giuseppe rincara la dose. «Di nuovo è stato ravvisato dal Tar l’eccesso di potere», aggiunge Di Giuseppe, «e noi chiediamo che si torni al voto il più presto possibile, perché non possono pagare i rosetani gli ennesimi errori di questa amministrazione. Come andranno a recuperare adesso 900mila euro? Siamo stanchi dei proclami di questa amministrazione e del suo modo di agire. Ogni volta che c’è da deliberare qualcosa di importante prendono delle enormi cantonate, e a pagare saranno sempre le categorie degli operatori turistici e i cittadini onesti».
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