Tassa sui rifiuti, ricorso al Tar

18 Settembre 2015

I balneatori aderenti al Coba impugnano l’aumento della quota fissa della Tari da parte del Comune

GIULIANOVA. I balneatori aderenti al Coba, il consorzio nato per la gestione autonoma della raccolta differenziata, hanno deciso di presentare ricorso al Tar, tramite l’avvocato Luigi Roma, contro il regolamento comunale Tari per l’aumento della quota fissa rispetto allo scorso anno (da 27 a 54%).

Innanzitutto, secondo i balneatori, il regolamento Tari non prevede il pagamento del servizio sulla base dell’effettiva produzione dei rifiuti ma esclusivamente in riferimento ai metri quadrati dell’attività. Inoltre, il Comune ha introdotto la possibilità dell’auto raccolta per le imprese, ma ha previsto uno sconto minimo del 25%, una percentuale che i balneari giudicano inaccettabile. Non da ultimo, nel regolamento è stato inserito un comma che prevede il pagamento dei rifiuti nelle aree destinate ai giochi per gli sportivi non iscritti al Coni, mentre per le società iscritte al Coni che praticano sport nelle aree ludiche il pagamento della Tari non è previsto, cosa giudicata dai balneatori «discriminatoria». Il Coba è intenzionato a contestare poi il raddoppio della quota fissa della Tari, tanto che i consorziati hanno deciso di pagare solo la prima rata e non le successive, in attesa del pronunciamento del Tar.

La sperimentazione estiva però, come ha raccontato il segretario Gabriele Albani, è stata un successo. «Dai dati definitivi estivi», ha riportato Albani, «la differenziata portata avanti da 29 stabilimenti e 3 alberghi è stata del 98%, considerando il restante 2% come mero errore tecnico. I balneatori hanno pagato 1.350 euro annui, più Iva, a testa, contro la media di 10mila del Comune, calcolata su tabelle che si sono rivelate errate. Secondo queste, infatti, gli chalet avrebbero dovuto produrre 821 tonnellate di rifiuti. Ne sono state prodotte 147, un quinto».

Orgogliosi della raccolta si sono dimostrati il presidente Gianni Flagnani e i due vice Morgan Di Concetto e Giovanni Tafà. «Il Coba ha dimostrato», ha commentato Di Concetto, «che una categoria imprenditoriale unita può ottenere risultati eccellenti. Ora bisogna estendere il progetto, sulla base dei dati da noi raccolti, a tutta la città, che deve diventare un’isola ecologica».

Margherita Totaro

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