Tassa sui rifiuti, scatta il ricorso di operatori turistici e negozianti

Chiesto al Tar l’annullamento delle delibere che hanno stabilito le tariffe della Tari per il 2018 I ricorrenti: «Cerchiamo di valorizzare l’economia rosetana ma vediamo solo aumenti di tassazione»
ROSETO . Non c’è pace per il Comune di Roseto perché, dopo il ricorso al Tar contro la tassa di soggiorno, con il giudizio rinviato a novembre, spunta un altro ricorso al Tar, questa volta contro le delibere 7 e 8 del 6 marzo 2018 sulle tariffe Tari. Con questo ricorso, però, i consiglieri di opposizione non c’entrano nulla perché l’iniziativa è di alcuni operatori turistici e dall’associazione commercianti. A firmare il ricorso, infatti, sono stati Bruno Pierandozzi, la cooperativa balneatori Pineto e Roseto con il presidente Ariano Martella, l’associazione albergatori con il presidente Adriano De Sanctis e l’Assorose con la presidente Annalisa D’Elpidio. Nel ricorso si chiede l’annullamento, previa sospensiva, della delibera numero 7 del 6 marzo 2018, con la quale il consiglio comunale di Roseto ha approvato il piano finanziario per la determinazione dei costi del servizio di gestione dei rifiuti e per la determinazione della tariffa Tari per il 2018, e della delibera numero 8, sempre del 6 marzo 2018, con la quale sono state approvate le tariffe per l’applicazione della tassa rifiuti per il 2018. Il ricorso si basa su quattro motivazioni riguardanti presunte violazioni e false applicazioni di varie leggi, tra le quali quelle relative alle quote inesigibili da calcolarsi in base al Dpr 158/99 e al comma 654/bis dell’articolo 1 della legge 147/2013 («non risultano a titolo di tari quote dichiarate inesigibili né quote non pagate a seguito della notifica di ingiunzione ex R. D. 539/1913», si legge nel ricorso) e in relazione all’inserimento del costo del servizio porta a porta di complessivi euro 3.205.935,60 interamente tra i costi variabili anziché ripartirla anche sui costi fissi per le quote relative ai costi generali, all’ammortamento ed altri costi, in difformità a quanto previsto nel dpr 15/99. «Questo», si legge ancora nel ricorso, «ha comportato un sensibile aumento della quota relativa alla parte variabile della tariffa, quella calcolata in base al numero dei componenti della famiglia, e la diminuzione della quota relativa alla parte fissa della tariffa, quella da moltiplicare per il numero di metri quadrati dell’abitazione, con la conseguenza di un aumento della tari per molte famiglie». Le associazioni, in una nota congiunta, precisano che «con grande fatica cerchiamo di valorizzare quella che è la più grande economia locale, il turismo e il commercio, investendo per la città, e non vediamo altro che aumenti spropositati delle tassazioni da parte di questa amministrazione. Ci sentiamo quindi in dovere di tutelare il nostro importante lavoro sul territorio e soprattutto i cittadini rosetani. Le amministrazioni passano ma noi siamo sempre qui, non è giusto distruggere il tessuto imprenditoriale della nostra Roseto».
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