Tassa sul suolo pubblico, il pasticcio

26 Agosto 2017

Scilli: «Il Comune paga un canone irrisorio sul demanio marittimo anche se ricava utili da attività svolte sul lungomare»

GIULIANOVA. Le polemiche estive delle ultime settimane – che hanno riguardato eventi, divieti, revoche, occupazione di suolo pubblico – stanno facendo emergere un interrogativo piuttosto singolare. Può il Comune di Giulianova chiedere il pagamento a terzi per occupazione di suolo pubblico (la cosiddetta Cosap) quando l’area appartiene di fatto al demanio marittimo? Lo abbiamo chiesto a Domizio Luigi Scilli, per anni comandante del porto di Giulianova, presidente provinciale del Sindacato italiano balneari e profondo conoscitore del Codice della navigazione.
Scilli così replica, ironico, alla domanda iniziale: «Ancora una volta l’amministrazione comunale di Giulianova si distingue nell’applicazione delle leggi dello Stato. Infatti da molti anni ricava utili dall’uso del demanio marittimo come avviene ad esempio per il mercato del giovedì sul lungomare Zara, facendo pagare lo stallo ai commercianti ambulanti. E così pure con l’istituzione dei parcheggi a pagamento su tutto il lungomare da nord a sud escluso il Rodi. Stesso discorso», prosegue l’ex comandante, «vale per piazza del Mare, dove si applica una tassazione basata sugli stessi criteri».
Per tutte queste zone dislocate sul demanio marittimo il Comune di Giulianova è titolare di regolare concessione demaniale a fronte della quale paga un canone. Scilli ricorda che nel 2006 è stata riordinata la materia facendo chiarezza con la legge numero 296. La stessa prevede la riduzione del 90% per concessioni ad enti pubblici che non prevedano di svolgere attività con fini di lucro su quelle aree avute in concessione dallo stesso demanio marittimo. In assenza di attività come la tassazione per occupazione di suolo pubblico, il Comune affronterebbe il pagamento di un mero canone ricognitorio pari al 10% del totale. Una vera e propria inezia. Ma secondo Scilli così non sarebbe. E dice: «È evidente che l’ente pubblico, per usufruire del vantaggio del canone ridotto, deve dimostrare di non svolgere attività lucrosa. Ed è altrettanto evidente che a Giulianova così non è, e gli esempi sono sotto gli occhi di tutti da diversi anni, con un probabile presunto danno erariale per le casse dello Stato per il mancato incasso di quel 90% scontato». Il riferimento del presidente del Sib è appunto ai parcheggi a pagamento sui lungomare Zara e Spalato, alla tassa imposta agli espositori del giovedì e alla tassa di occupazione di suolo pubblico che viene richiesta per le manifestazioni che si svolgono nella piazza dell’Anfiteatro o in quella del Mare.
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