Tassa turistica, scelte confermate Non c’è intesa sul periodo ridotto

27 Maggio 2022

Riapprovata la delibera sull’imposta di soggiorno sospesa dal Tar dopo il ricorso dell’opposizione Tagliata gran parte dei mille emendamenti, Di Giuseppe abbandona l’aula: «Mi hanno tolto la parola»

ROSETO. Salta l’accordo tra maggioranza e opposizione sulla riduzione del periodo di applicazione della tassa di soggiorno, ma si è comunque evitata la maratona in aula per la discussione degli oltre mille emendamenti presentati dai consiglieri di opposizione Nicola Petrini, Teresa Ginoble e Francesco Di Giuseppe. Così le delibere sul Dup e sul regolamento della tassa di soggiorno sono state convalidate. Nel consiglio comunale di ieri l’amministrazione Nugnes ha riportato le delibere 1 e 2, inerenti il Dup 2022-2024 e il regolamento della tassa di soggiorno, approvate lo scorso 24 gennaio, per la convalida in seguito all’ordinanza del Tar Abruzzo che ha accolto la richiesta di sospensiva delle delibere 1, 2 e 3 presentata dai consiglieri di opposizione Ginoble e Di Giuseppe e dall’associazione Roseto Incoming. Durante la discussione degli emendamenti, per ben due volte, la seduta è stata interrotta per cercare di arrivare a un’intesa sulla riduzione del periodo di applicazione dell’imposta, il vero problema che divideva maggioranza e opposizione: due sono state le proposte della maggioranza, ovvero ridurre il periodo dai sette mesi previsti a cinque mesi, dal 1° aprile al 31 agosto, o a quattro mesi, dal 1° giugno al 30 settembre, mentre parte dei consiglieri di opposizione chiedeva tre mesi e mezzo, dal 1° giugno al 15 settembre.
Nella seconda interruzione, però, l’accordo è stato a un passo dal perfezionarsi perché i consiglieri Petrini e Ginoble avevano accolto la proposta dei quattro mesi, ma il consigliere Di Giuseppe è rimasto sulla sua posizione, ovvero ridurre il periodo a tre mesi, dal 1° giugno al 31 agosto. Per quanto riguarda gli emendamenti, i 500 che il 24 gennaio presentò l’ex consigliere William Di Marco non sono stati discussi, così come i 300 di Petrini, che il 24 gennaio non era presente in consiglio. Discorso diverso per gli emendamenti presentati dai consiglieri Ginoble e Di Giuseppe: Teresa Ginoble ne ha discussi 17 e poi ha deciso di ritirare i rimanenti 283, mentre Di Giuseppe, dopo averne discussi otto, è uscito dall’aula per protesta e così i restanti 310 sono decaduti. «Mi hanno tolto la parola», afferma il consigliere di opposizione, «durante la discussione degli emendamenti ho affrontato anche temi delicati legati al turismo e allo sviluppo della città, ma a loro non è andato bene. Non si può impedire a un consigliere di parlare. E comunque, come ho detto all’inizio del consiglio, la proposta di delibera inserita al primo punto all’ordine del giorno non rispetta una corretta procedura e presenta aspetti di illegittimità. Sarà portata avanti alle competenti autorità giurisdizionali a cui intendiamo rivolgerci in caso di eventuale approvazione da parte del consiglio comunale al fine di tutelare i nostri interessi, quelli degli operatori del settore e dell’intera città di Roseto». Non è così secondo la maggioranza. «Sarà la magistratura a dire se questa delibera presenta aspetti di illegittimità o meno», evidenzia Enio Pavone, che ha avuto nel corso del consiglio un duro scontro con Di Giuseppe, «noi non abbiamo tolto la parola a Di Giuseppe. Quando si discute di emendamenti non si può parlare degli argomenti più disparati ma bisogna attenersi al tema».
La discussione è poi andata avanti sulla scelta di aumentare o meno le tariffe dell’imposta. «Noi abbiamo fatto queste scelte di aumentare leggermente le tariffe ed estendere il periodo di applicazione», evidenzia il sindaco Mario Nugnes, «perché crediamo che ciò favorisca la destagionalizzazione dell’offerta. A settembre ci riuniremo con i sindaci di tutti gli altri sei comuni della costa teramana per programmare una tassa di soggiorno uguale per tutti, per creare un brand unico».
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