Tassato il mosaico dell’Arena scambiato per una pubblicità

22 Maggio 2019

Clamoroso equivoco degli addetti della società Abaco incaricata dal Comune di censire le insegne Hanno creduto che l’opera dell’artista Zenobio si riferisse all’omonima pizzeria e non all’impianto

ROSETO . Il mosaico realizzato da Bruno Zenobio, di fronte all’ingresso della storica Arena 4 Palme, è lì dal 2001 e in 18 anni nessuno aveva mai pensato di tassarlo, ovviamente. Lo ha fatto invece la Abaco, la società incaricata dal Comune di Roseto per il censimento delle insegne pubblicitarie, i cui addetti hanno clamorosamente scambiato l’opera dell’artista rosetano per un’insegna pubblicitaria della pizzeria “Arena 4 Palme”, l’attività di ristorazione presente all’interno dell’arena stessa. «Quando ho ricevuto l’avviso di pagamento per la pizzeria», dice Riccardo Viscioni, titolare dell’attività, «ho notato, tra i rilevamenti delle affissioni pubblicitarie e insegne, anche il mosaico all’esterno dell’arena. Ovviamente si tratta di un errore della ditta che ha effettuato i rilevamenti, anche se mi pare strano che non abbiano riconosciuto un mosaico che nulla ha a che fare con la pizzeria». Ora Viscioni farà ricorso, ma l’errore poteva anche essere evitato. «È sempre il cittadino a rincorrere il Comune», aggiunge Viscioni, «io ora farò ovviamente ricorso ed è chiaro che avrò ragione, ma chissà quanti altri errori saranno stati fatti nelle rilevazioni». I commercianti dovranno pagare la tassa sulle affissioni pubblicitarie entro il 31 maggio, e la riscossione è affidata sempre alla Abaco. Un censimento delle insegne così capillare non veniva fatto da anni, e di conseguenza chi prima non pagava ora dovrà farlo. «È giusto che sia così», dichiara Annalisa D’Elpidio, presidente dell’associazione commercianti Assorose, «perché ognuno di noi deve pagare ciò che ha esposto in merito alla pubblicità. Il problema, però, è scaturito dal fatto che un confronto preventivo dell’amministrazione comunale con i commercianti in merito non c’è stato, e magari qualcuno si sarebbe potuto adeguare. Per esempio, le insegne al di sotto di un metro quadrato non vengono tassate, ma qualche commerciante ha molti cartelli con la scritta “vendesi” di un metro e dieci e, sommati, qualcuno arriva anche a pagare 200 euro solo per questi cartelli, mentre avrebbe potuto adeguarli sotto il metro quadrato e non pagare nulla». Non si placano, dunque, le polemiche sulla tassa della pubblicità, per la quale il sindaco Sabatino Di Girolamo, d’intesa con la maggioranza, ha deciso di sospendere l’aumento del 30 per cento contenuto nella delibera approvata nel consiglio comunale di inizio aprile, in attesa di sapere dal revisore dei conti come procedere per la revoca definitiva. «Siamo soddisfatti perché alla fine la nostra protesta con la copertura delle insegne è servita a far cambiare idea al sindaco», conclude D’Elpidio,«nella speranza che in futuro, prima delle decisioni, ci possa essere un confronto tra le parti».
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