Tasse comunali, Camaioni si difende

11 Settembre 2014

MARTINSICURO. «Non abbiamo messo le mani nelle tasche dei cittadini, ma siamo diventati gli esecutori delle tasse previste dallo Stato». L’amministrazione comunale guidata da Paolo Camaioni in una...

MARTINSICURO. «Non abbiamo messo le mani nelle tasche dei cittadini, ma siamo diventati gli esecutori delle tasse previste dallo Stato». L’amministrazione comunale guidata da Paolo Camaioni in una nota rispedisce al mittente le accuse di aumento della tassazione fatta dai consiglieri comunali di minoranza Massimo Vagnoni e Alduino Tommolini. «Accade che dal 2012, il governo centrale, per ridurre il debito pubblico nazionale, ha aumentato in maniera scorretta e unilaterale l’imposizione fiscale attribuendone in parte l'onere della riscossione ai Comuni attraverso l'Imu e la Tasi», si legge in una nota, «che sono state istituite da leggi statali e non comunali. Ricordiamo ai consiglieri che ci rivolgono critiche che l'Imu e la Tasi sono incassati dallo Stato che poi gira una parte di tali imposte al Comune trattenendo quasi il 40%. Imposte sì comunali, ma che di fatto in parte significativa sono destinate allo Stato. Le somme che il Comune gestisce sono le stesse degli anni precedenti», prosegue la nota, «con la differenza che i cittadini oggi pagano molto di più. La differenza va allo Stato che però non abbassa la tassazione nazionale come giustizia sociale vorrebbe. È fuorviante e strumentale dire che la definizione delle aliquote Tasi non è stata condivisa con le opposizioni, in quanto si sono tenute diverse riunioni in cui sono state proposte ipotesi e richieste di osservazioni e suggerimenti; alla fine si è deciso di portare in consiglio quella maggiormente condivisa che è vero prende in considerazioni una tassazione sulla prima casa, in sostituzione dell'Imu, ma fa in modo che le attività produttive siano esenti da tale imposta. Naturalmente», si legge ancora nella nota, «ci si sarebbe aspettata maggiore coerenza ma a quanto pare, a parte il consigliere dell’Udc Marcello Monti, pur di portare avanti un’opposizione fine a se stessa i consiglieri hanno votato contro una scelta che, persino in consiglio, loro stessi hanno definito corretta. Invocare il bilancio partecipato sulla determinazione delle aliquote Tasi e Imu appare puramente demagogico. La Costituzione italiana non ammette il referendum per le leggi tributarie e di bilancio».

Sandro Di Stanislao

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